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Diabete e carcere, al “Don Bosco” di Pisa al via il monitoraggio glicemico in continuo

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Diabete e carcere, al “Don Bosco” di Pisa al via il monitoraggio glicemico in continuo grazie alla donazione del Rotary Club Pisa San Rossore.

Migliorare l’assistenza ai pazienti diabetici detenuti attraverso l’innovazione tecnologica e la collaborazione tra istituzioni, professionisti sanitari e associazionismo.

È questo l’obiettivo del progetto che ha preso avvio alla Casa circondariale “Don Bosco” di Pisa, dove è stato introdotto il sistema di monitoraggio glicemico in continuo per i detenuti affetti da diabete. L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla donazione effettuata dal Rotary Club Pisa San Rossore , rappresentato dal presidente Maurizio Sbrana e dal tesoriere Andrea Palla, che hanno voluto sostenere concretamente un progetto capace di coniugare innovazione, inclusione e tutela della salute in un contesto particolarmente delicato come quello penitenziario.

Per l’Azienda USL Toscana nord ovest erano presenti Graziano Di Cianni , direttore della Diabetologia aziendale, la diabetologa Francesca Pancani e l’infermiera Stefania Giuntoli , da tempo impegnati nello sviluppo di percorsi innovativi di presa in carico delle persone con diabete anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie e della telemedicina. Hanno partecipato inoltre la direttrice della Casa circondariale “Don Bosco” di Pisa, Alice Lazzarotto , la direttrice dell’Unità operativa complessa Sanità Penitenziaria e Tutela della Salute in Carcere, Lisa Perugino , e la responsabile dei servizi sanitari all’interno del carcere di Pisa, Bianca Maria Melis.

Il monitoraggio glicemico in continuo consente di rilevare costantemente i livelli di glucosio nel sangue attraverso appositi sensori, migliorando la gestione terapeutica del diabete, riducendo il rischio di episodi di ipo e iperglicemia e favorendo una maggiore appropriatezza clinica.

L’impiego di questi dispositivi assume un valore ancora più significativo nei contesti caratterizzati da particolari complessità organizzative e da limitazioni alla mobilità delle persone assistite.

Il progetto consente inoltre di rafforzare le competenze del paziente diabetico attraverso la conoscenza delle oscillazioni glicemiche in relazione all’alimentazione e all’attività fisica svolta, favorendo così una maggiore consapevolezza e un percorso di educazione terapeutica più strutturato e partecipato.

“Desidero ringraziare il Rotary Club Pisa San Rossore per la sensibilità dimostrata e l’Azienda USL Toscana nord ovest per il sostegno assicurato a questo progetto – sottolinea Graziano Di Cianni, direttore della Diabetologia aziendale –. Un ringraziamento particolare va alla direttrice della Casa circondariale “Don Bosco” di Pisa, Alice Lazzarotto, che ha da subito accolto con entusiasmo la proposta progettuale, dimostrando grande disponibilità e attenzione verso un’iniziativa di alto valore sanitario e sociale.

La telemedicina e le nuove tecnologie rappresentano strumenti fondamentali per garantire una presa in carico efficace dei pazienti diabetici ovunque essi si trovino. Pensiamo ai residenti nelle piccole isole, dove le distanze geografiche possono rappresentare un ostacolo all’accesso alle cure specialistiche, ma anche agli ospiti delle Rsa oppure appunto ai detenuti, che vivono limitazioni oggettive nella possibilità di spostarsi.

In questi contesti, il monitoraggio glicemico in continuo e la gestione da remoto dei dati clinici consentono di assicurare continuità assistenziale, appropriatezza terapeutica e qualità delle cure, riducendo al tempo stesso il disagio per i pazienti e gli oneri organizzativi. La tecnologia, però, è efficace solo se accompagnata dalla professionalità degli operatori sanitari e da un lavoro di squadra che coinvolga tutte le figure impegnate nella presa in carico”.

Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di innovazione organizzativa e tecnologica portato avanti dall’Azienda USL Toscana nord ovest nell’ambito della gestione delle patologie croniche, con particolare attenzione alle fasce di popolazione più fragili e ai contesti caratterizzati da maggiori difficoltà di accesso ai servizi.

“L’avvio di questo nuovo servizio – conferma la direttrice della Sanità Penitenziaria e Tutela della Salute in Carcere dell’Azienda USL Toscana nord ovest, Lisa Perugino – rappresenta un passo fondamentale per consolidare il principio di equivalenza delle cure tra la popolazione detenuta e la collettività. Il nostro impegno quotidiano nella sanità penitenziaria si fonda sulla continuità assistenziale e sulla gestione delle fragilità, con un’attenzione profonda alle differenze di genere e culturali.

L’innovazione tecnologica e la forte integrazione dei nostri servizi medici sono un aiuto prezioso per il nostro impegno nel garantire una presa in carico globale e personalizzata. Assicurare il diritto alla salute in carcere non è solo un dovere assistenziale, ma una misura essenziale di civiltà e rispetto della dignità umana.”

“Assicurare equità di accesso alle cure significa garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dal contesto in cui si trovano, la possibilità di ricevere risposte sanitarie appropriate e di qualità – evidenzia il direttore generale dell’Azienda USL Toscana nord ovest, Maria Letizia Casani –. Anche all’interno degli istituti penitenziari il diritto alla salute deve essere pienamente tutelato.

La tecnologia può aiutarci in modo determinante a raggiungere questo obiettivo, consentendo di superare barriere logistiche e organizzative e rendendo l’assistenza sempre più vicina ai bisogni reali delle persone. Progetti come questo dimostrano come innovazione, solidarietà e collaborazione tra soggetti diversi possano tradursi in un beneficio concreto per i cittadini e per il sistema sanitario”.

L’avvio del monitoraggio glicemico in continuo all’interno del carcere pisano rappresenta dunque un ulteriore passo avanti verso una sanità sempre più inclusiva, capace di coniugare innovazione tecnologica, prossimità delle cure e attenzione alle persone più vulnerabili, confermando l’impegno dell’Azienda USL Toscana nord ovest nel promuovere modelli assistenziali in grado di non lasciare indietro nessuno.

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