Si riporta integralmente il comunicato stampa a firma del prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU.
In occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo del 7 febbraio 2026, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) richiama, con senso di responsabilità civile, l’attenzione della comunità scolastica e dell’opinione pubblica su un fenomeno che continua a incidere profondamente sulla vita delle giovani generazioni.
Il bullismo e il cyberbullismo non rappresentano semplici conflitti tra pari, ma forme di violazione della dignità umana che compromettono l’equilibrio psicologico, l’autostima e il diritto di ogni studente a vivere un ambiente educativo sicuro.
I dati più recenti confermano la gravità e la diffusione del fenomeno. Secondo l’ISTAT, sulla base della rilevazione condotta nel 2023 e pubblicata nel giugno 2025, oltre il 68% degli adolescenti tra gli 11 e i 19 anni ha dichiarato di aver subito, nel corso dei dodici mesi precedenti l’indagine, almeno un comportamento offensivo, aggressivo o di esclusione, in presenza o attraverso strumenti digitali.
Una parte significativa riferisce episodi ripetuti con cadenza mensile o settimanale. Per quanto riguarda la dimensione online, circa un terzo dei giovani ha segnalato di aver sperimentato atti vessatori in rete, mentre una percentuale rilevante ha dichiarato di essere stata vittima di veri e propri episodi di cyberbullismo.
Anche i dati forniti da Telefono Azzurro, presentati in occasione della ricorrenza del febbraio 2026 e riferiti all’attività svolta nel corso del 2025, evidenziano centinaia di casi presi in carico tra bullismo e cyberbullismo, a testimonianza di una sofferenza diffusa che interpella direttamente il sistema educativo.
Per quanto riguarda il territorio toscano e l’area pisana, l’indagine EDIT 2022, illustrata nel corso del Congresso regionale SIMEUP tenutosi a Pisa nel 2024, ha evidenziato un incremento dei fenomeni di cyberbullismo tra gli adolescenti, con percentuali più elevate tra le studentesse rispetto ai coetanei maschi.
Inoltre, lo studio ESPAD Italia 2023, coordinato dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa e pubblicato nel 2024, ha rilevato che circa il 40% degli studenti toscani dichiara di aver partecipato ad almeno una rissa nel corso della propria vita, dato che, pur non coincidente con il bullismo in senso stretto, segnala un diffuso disagio relazionale e una significativa presenza di comportamenti aggressivi in età adolescenziale.
Dietro le statistiche vi sono storie reali e drammatiche. Il CNDDU intende ricordare con rispetto Carolina Picchio, la cui morte nel 2013 è divenuta simbolo della lotta al cyberbullismo e ha contribuito a rafforzare la consapevolezza legislativa e sociale su questo tema; Andrea Spezzacatena, scomparso nel 2012 a seguito di ripetute umiliazioni e atti di derisione; e Alessandro Cascone, la cui vicenda ha riportato all’attenzione pubblica il peso insostenibile che l’isolamento e la pressione dei pari possono esercitare su un adolescente. Ricordare questi nomi significa ribadire che l’indifferenza può avere conseguenze irreparabili e che ogni comunità educante è chiamata a vigilare, ascoltare e intervenire.
In riferimento alla circolare ministeriale concernente le azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, le istituzioni scolastiche sono invitate a promuovere, nella giornata del 7 febbraio, momenti di riflessione educativa rivolti all’intera comunità scolastica. Il Coordinamento sollecita i docenti a dedicare uno spazio di dialogo e confronto nelle classi, nell’ambito dell’Educazione civica o attraverso percorsi interdisciplinari, affinché la prevenzione sia parte integrante dell’azione formativa e non mera risposta emergenziale.
In tale prospettiva, il CNDDU propone alle scuole il progetto mediale innovativo “VoceXVoce – La Scuola che Ascolta”, format contemporaneo di narrazione digitale partecipata che unisce storytelling, media education e apprendimento cooperativo. L’iniziativa prevede la realizzazione, da parte degli studenti, di un docufilm o di un racconto multimediale interattivo costruito attraverso testimonianze, riflessioni e contenuti audiovisivi, con l’obiettivo di raccontare il fenomeno del bullismo dal punto di vista di chi lo vive, lo osserva o lo contrasta.
Il 7 febbraio non sia soltanto una ricorrenza simbolica, ma un’occasione per consolidare un impegno permanente nella costruzione di ambienti educativi inclusivi e rispettosi dei diritti di ciascuno. Educare al rispetto, all’empatia e alla responsabilità significa trasformare la memoria delle giovani vite perdute in un’azione concreta e quotidiana, affinché nessuno studente debba più sentirsi solo o privo di ascolto.





