Castelfranco di Sotto, il gruppo di opposizione “Castelfranco Unita” solleva il tema del blocco urbanistico. La nota stampa.
Il gruppo consiliare di opposizione “Castelfranco Unita” (Pd-Avs-Psi-Azione) interviene sul percorso di approvazione del Piano Strutturale Intercomunale che coinvolge Castelfranco di Sotto e Santa Croce sull’Arno, evidenziando le conseguenze del regime di salvaguardia urbanistica entrato in vigore dalla fine di maggio.
Secondo la minoranza, il mancato completamento dell’iter del piano adottato nell’aprile 2024 avrebbe determinato una fase di forte limitazione per cittadini, imprese e attività economiche, con difficoltà nell’ottenimento di nuovi permessi edilizi e nella realizzazione di interventi di ampliamento o sviluppo.
Nel comunicato, “Castelfranco Unita” critica inoltre l’amministrazione comunale per i tempi della procedura e chiede indicazioni più precise sulle tempistiche di approvazione definitiva degli strumenti urbanistici e del successivo Piano Operativo. La questione è stata portata anche all’attenzione del Consiglio comunale del 29 giugno, durante il quale, riferisce la minoranza, il sindaco avrebbe indicato come possibile obiettivo la conclusione dell’iter entro la fine dell’anno.
Il gruppo di opposizione sostiene infine che il prolungarsi della situazione potrebbe avere ricadute sia sullo sviluppo del territorio sia sulle entrate comunali legate agli oneri di urbanizzazione.
Si riporta integralmente il comunicato stampa
Nonostante la proroga di sei mesi del novembre dello scorso anno, l’amministrazione comunale di Castelfranco di Sotto, in qualità di ente capofila del Piano Strutturale Intercomunale insieme a Santa Croce sull’Arno, è rimasta immobile. Nonostante siano passati due anni, non è stato fatto nulla per arrivare all’approvazione definitiva del piano strutturale adottato ad aprile 2024, tanto che non è nemmeno iniziata l’analisi delle osservazioni presentate da cittadini e imprese.
Da fine maggio scorso i nostri territori sono entrati in regime di salvaguardia urbanistica. Per i non addetti ai lavori, questo significa un vero e proprio blocco urbanistico ed edilizio che grava sulla vita quotidiana e sullo sviluppo economico.
Tradotto in esempi pratici e comprensibili a tutti, oggi una struttura ricettiva delle nostre frazioni non può realizzare una piscina per migliorare la propria offerta, un cittadino non può chiedere il permesso a costruire per un ampliamento della propria casa oltre il 20% dell’esistente e un imprenditore del comparto industriale si vede negata la possibilità di espandere i propri immobili per proprie esigenze produttive. Infatti, da fine maggio il Comune non può più rilasciare permessi a costruire.
Di fronte a questo scenario, acuito dalle forti preoccupazioni che molti tecnici e professionisti del territorio ci stanno manifestando ogni giorno, nell’ultimo Consiglio Comunale del 29 giugno abbiamo chiesto conto al sindaco Mini di quando intenda approvare definitivamente il Piano Strutturale e il successivo Piano Operativo, ovvero l’ex Regolamento Urbanistico.
La risposta del primo cittadino è stata a dir poco evasiva, arrampicandosi sugli specchi e parlando di una generica speranza di farcela entro la fine dell’anno, se tutto va bene.
Delle speranze del sindaco e della sua maggioranza a noi interessa poco, e al territorio ancora meno. A Castelfranco servono certezze, servono piani urbanistici operativi e approvati, non promesse vaghe.
Essendo ormai a metà luglio, crediamo sia molto difficile che la scadenza di fine anno venga rispettata. Probabilmente, prima che il Comune possa vedere operativi i nuovi strumenti urbanistici, si andrà ben oltre i primi mesi del 2027.
Oltre al danno per i privati, si profilerebbe una situazione difficile anche per le casse pubbliche. Per tutti questi mesi di blocco, il Comune non incasserà un solo euro di oneri di urbanizzazione dal rilascio dei permessi di costruire. Parliamo di risorse vitali per il bilancio dell’ente, soldi che servono a finanziare i servizi scolastici, il sociale, la manutenzione delle strade e le spese di investimento.
Ci chiediamo come sia possibile che, a distanza di oltre due anni dall’inizio della legislatura, questa amministrazione non sia ancora riuscita ad approvare un Piano Strutturale Intercomunale che era già stato adottato nell’aprile del 2024.
Noi chiediamo con forza che cittadini, professionisti e imprenditori vengano messi nella condizione di poter operare e vedere soddisfatte le proprie legittime necessità nel pieno rispetto delle regole, muovendosi all’interno di una pianificazione urbanistica chiara, sostenibile e aggiornata.
Avere dei piani operativi significa avere regole certe a tutela del territorio, mentre la loro assenza genera solo paralisi.





