Il tempo stimato per l’esecuzione dei lavori è di 365 giorni dalla data di consegna del cantiere. Tutti i dettagli.
Il Comune di Cascina e il Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno annunciano l’approvazione del progetto esecutivo e l’avvenuta aggiudicazione dei lavori per la realizzazione di una cassa di espansione in destra idraulica al fosso Mariana Schippisi.
L’intervento, dal valore complessivo di 1.145.000 euro, rappresenta un’opera strategica per la mitigazione del rischio idraulico nelle frazioni di Sant’Anna, San Casciano, San Frediano a Settimo e San Giorgio, aree storicamente colpite da fenomeni di allagamento. Il tempo stimato per l’esecuzione dei lavori è di 365 giorni dalla data di consegna del cantiere.
“Questo intervento – sottolineano il sindaco Michelangelo Betti e l’assessora all’urbanistica Irene Masoni – costituisce un passo fondamentale per la tutela della pubblica incolumità, integrandosi perfettamente con gli strumenti urbanistici comunali e il nuovo Piano Strutturale Intercomunale. Lo studio di sistemazione idraulica del corso d’acqua per la messa in sicurezza del bacino idraulico ha portato a definire diversi interventi che sono stati concertati tra Comune e Consorzio per dare un ordine di priorità di intervento che avesse un criterio logico”.
Il fosso Mariana Schippisi attraversa infatti zone densamente urbanizzate e soffre di criticità legate a tratti tombati non adeguati a smaltire portate di piena significative. Tale corso d’acqua ricade nel bacino idraulico di Fossa Chiara che drena le acque di gran parte del Comune di Cascina. Questo si riparte in due sottobacini, uno a scolo naturale e l’altro a scolo meccanico con recapito finale delle acque superficiali all’impianto idrovoro di Arnaccio che le solleva nell’alveo della Fossa Chiara.
La nuova infrastruttura permetterà di alleggerire il corso d’acqua, invasando fino a 25.000 metri cubi di acqua durante gli eventi meteorici più intensi. Il sistema è dimensionato per gestire onde di piena con tempi di ritorno fino a 30 anni, garantendo una protezione efficace per l’abitato e le infrastrutture limitrofe, inclusa la Tosco Romagnola.
L’intervento prevede la costruzione di una cassa di espansione su un’area agricola di circa 16.600 mq, l’installazione di uno sfioratore di alimentazione di 30 metri e di una paratoia a ghigliottina per regolare il deflusso delle acque e la realizzazione di un muro d’argine in cemento armato su micropali lungo via Stradello, rivestito in mattoni a faccia vista per minimizzare l’impatto ambientale.
Particolare attenzione è stata rivolta poi alla tutela del patrimonio archeologico: durante i saggi preventivi sono stati infatti rinvenuti reperti di epoca etrusca (VII secolo a.C.), motivo per cui i lavori si svolgeranno sotto costante sorveglianza archeologica.





