La nomina è stata formalizzata nei giorni scorsi tramite apposita delibera della direttrice generale dell’ASL.
L’Azienda USL Toscana nord ovest informa che il dottor Carlo Rossi è stato nominato direttore facente funzioni della Unità operativa di Neurologia dell’ospedale “Lotti” di Pontedera.
Come riportato nell’atto ufficiale, il dottor Rossi “ha evidenziato un’ottima coerenza tra il percorso professionale svolto ad oggi e gli obiettivi specifici dell’incarico, raggiungendo requisiti e professionalità idonea per l’assegnazione dell’incarico in questione”.
Figura di riferimento della neurologia territoriale della Valdera, il dottor Rossi possiede competenze consolidate nel trattamento della malattia di Parkinson e nella gestione delle principali malattie neurodegenerative. Presso l’ospedale Lotti è responsabile di un ambulatorio Parkinson altamente specializzato, che segue oltre mille pazienti, di cui 700 affetti da Parkinson o parkinsonismi, con oltre 1.400 visite effettuate ogni anno.
La sua attività si distingue per l’integrazione tra pratica clinica avanzata, coordinamento dei percorsi diagnostico‑terapeutici, formazione continua degli operatori sanitari e partecipazione attiva alla rete regionale per i disturbi del movimento. Il dottor Rossi contribuisce inoltre alla formazione dei professionisti sanitari e prende parte a numerose iniziative cliniche e divulgative della rete USL Toscana nord ovest.
Nel suo nuovo incarico, il dottor Rossi subentra al dottor Renato Galli, prematuramente scomparso lo scorso dicembre, al quale va il sentito ricordo di tutta l’Azienda.
“Desidero rivolgere al dottor Carlo Rossi le mie congratulazioni per questo nuovo incarico – dice la direttrice generale ASL, Maria Letizia Casani – la sua competenza e il contributo costante allo sviluppo della rete neurologica territoriale rappresentano un valore fondamentale per la nostra Azienda. Sono certa che, nel suo nuovo ruolo, saprà proseguire con professionalità e sensibilità il lavoro svolto negli anni, garantendo continuità, qualità e innovazione nei percorsi di cura”.





