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sabato 21 Maggio 2022

Antonio Nanna: 5g pericoloso come mangiare una fetta di salame

PONTEDERA. Sul 5G se ne dicono di tutte e di più. La fake news sono all’ordine del giorno. Il 5G aiuta al contagio Coronavirus, il 5G Influisce sulle cellule umane, il 5G provoca patologie. Non essendo esperti sull’argomento abbiamo ritenuto opportuno chiedere a chi da moltissimi anni lavora nel settore.

Abbiamo chiesto al capannolese Ing. Antonio Nanna libero professionista da 40 anni, di parlarci della materia. Del professionista forniamo il curriculum del professionista:

Antonio Nanna ingegnere in telecomunicazioni classe 1958. Laureato a Pisa all’età di 25 anni in Ingegneria delle Telecomunicazioni, sviluppando una tesi sperimentale sui telefoni a 900 MHZ (ETACS). La Tesi prevedeva la progettazione e la realizzazione di un ricetrasmettitore per una “cella radio” 900 MHz. Ha dedicato la sua vita professionale esclusivamente al settore delle telecomunicazioni come libero professionista ed è Perito del Tribunale di PISA (CTU) dal 1986 in qualità di esperto in telecomunicazioni radioelettriche. Dal 1990 al 1997 è stato direttore responsabile della rete alta  frequenza di un noto network radiofonico, occupandosi delle relazioni sull’impatto elettromagnetico per l’autorizzazione ARPAT alle nuove installazioni. Più di recente ha sviluppato i Piani per la localizzazione delle Stazioni Radio Base (SRB) che compongono le reti “cellulari” per i Comuni di Camaiore (2004) e di Grosseto (2014). Ha sviluppato numerosi progetti di impianti per telecomunicazioni e verificando il non superamento dei limiti di esposizione della popolazione ai campi e.m. Si è recato in oltre 50 Paesi nel mondo per progettare e dirigere i lavori di numerose stazioni radiotelevisive e reti di trasmissione per la banda larga.  

Per concludere la presentazione: Nanna ha svolto corsi di formazione professionale in alcuni Paesi stranieri, formando tecnici di “alta frequenza” ed ha tenuto Corsi anche in Italia (IPSIA F.Fascetti – Pisa) nel settore delle telecomunicazioni radioelettriche e sui campi e.m. Nel periodo 2002-2005 ha sviluppato un progetto richiesto dal CNR di Roma (La Casaccia), per lo studio degli effetti delle onde e.m sul corpo umano.

Cosa è il 5G?

“2Senza voler entrare nel merito dalle tecniche (es: beam-forming con le antenne) e delle potenzialità offerte della nuova tecnologia, ci dichiara Antonio Nanna –  che rappresenta un vero e proprio  “salto quantico” nelle telecomunicazioni – che consentirà di passare dagli attuali 20 mega (4G –Lte) a 2.000 Mega (banda ultralarga), mi limiterò agli aspetti legati ai campi e.m. da essa prodotti e sulla loro interazione con gli umani”.

“Per capire di cosa stiamo parlando, occorre fare una breve premessa. Da quando Marconi trasmise il primo “segnale” trans-oceanico (da Coltano all’America del Nord), utilizzando una gigantesca antenna di cui rimangono solo i basamenti del traliccio e dei tiranti (era l’11.11.1921), l’uomo scoprì che per tramettere una “informazione” che non fosse il semplice “alfabeto morse” realizzato trasmettendo o non trasmettendo una frequenza radio, occorreva “modulare” la frequenza (definita “portante”, proprio perché “porta un segnale”)”.

“Le modulazioni a tutti noto sono la modulazione di frequenza e di ampiezza. La prima utilizzata dalle Radio FM e la seconda, dalla Televisione analogica. Questi tipi di modulazione sono, allo stesso tempo, semplici ed economici, ma inefficienti quanto a quantità di informazione trasportata. Con la TV digitale terrestre nel medesimo “canale” ove all’epoca analogica si trametteva un programma TV, adesso ce ne stanno sino 10-12. Questa tecnologia di modulazione è nota al grande pubblico come “DVB-T” (Digital Video Broadcasting – Terrestrial). Lo stesso canale radio è in grado di “trasportare” circa 30 mega di dati e con essi i detti 10-12 programmi digitai TV”.

“Il 5G utilizzerà – riposta l’esperto Nanna –  una parte dei canali della attuale TV digitale terrestre, dal 2022. La riduzione di canali, sarà compensata dalla nuova tecnica DVB-T2 (una nuova tecnica di modulazione delle frequenze), visto che grazie al “T2” si otterrà quasi un raddoppio della banda, che passerà dagli attuali 30 a 50 mega. I campi e.m generati dalla frequenza non sono funzione della modulazione, che – grazie alle nuove tecniche – si incrementerà sino a raggiungere il massimo consentito (teorema di Shannon)”.

 “Da questo punto di vista, – continua l’ingegnere – che è essenziale per quanto concerne i campi e.m., il 5G non fa differenza, rispetto al 4G-Lte o al 3G al 2G (GSM) o al vecchio ETACS. Le norme internazionali europee hanno già fissato i limiti di esposizione in funzione del valore delle frequenze, contemplando l’intero “spettro radio” sino a 300.000 MegaHertz (o 300 GHz). Il nostro Paese, con due norme (L. 36/2001 e DPCM 8/7/2003), ha ulteriormente ridotto tali limiti laddove vi è presenza umana, introducendo un “valore di attenzione” di 6 Volt/metro indipendentemente dalla frequenza. La telefonia cellulare esiste nel mondo da poco più di 30 anni e da allora, sono stati pubblicati ben 28.000 studi.  Si è scoperto che l’assorbimento e.m. principale di ognuno di noi è dovuto agli smart-phone o tablet che maneggiamo (95% del totale assorbito)”.

 “Si è scoperto che mentre con ETACS 900 MHz la penetrazione dei campi e.m. nel corpo umano era di circa cm. 5, con le microonde del 5G, scende a soli mm. 8: maggiore è la frequenza e  minore è la penetrazione dei campi e.m. nel corpo umano. L’OMS ha classificato come “sospetto ‘possibile’ cancerogeno – sottogruppo 2B” l’assorbimento dei campi e.m., che nel 95% del totale è dovuto proprio al cellulare che maneggiamo e non certo alle celle radio, anche se sul tetto del palazzo in cui viviamo, visto che i “fasci” e.m. sono nel 98% del totale, concentrati, come la luce prodotta dal faro di una macchina, in direzioni ben precise e solo un modesto 2% “sotto”, verso gli appartamenti. E la potenza del cellulare è maggior e in contesti in cui le celle radio sono lontane e si riduce moltissimo, quando la cella è vicina. Il 5G ha, tra le  sue prerogative, un “infittimento” di celle di debole potenza e breve raggio di azione, che consentiranno ai cellulari di ridurre le intensità di emissione.  Gli unici effetti nocivi riscontrati ed accertati dai numerosissimi studi, sono quelli derivanti da “stress termico” nelle parti del corpo vicine al cellulare (quando lo usiamo), mentre approfondimenti per collegare l’insorgenza di eventuali “neoplasie”, “genotossicità”, “ipersensibilità ai campi e.m.” e “permeabiltà della barriera ematico-encefalica”, non hanno dato alcuna evidenza scientifica, che sia riconducibile ai campi e.m”.

“Anche la IARC (Agenzia Internazionale per la ricerca sul Cancro), – afferma l’ingegnere Nnna –  ha sviluppato numerosi studi che confermano quelli già noti e che sono stati sviluppati nel corso di 30 anni, con la massima concentrazione negli ultimi 10”.

“Per concludere, la classificazione OMS sottogruppo “2B”, sta a significare: sospetti (possibili) cancerogeni per l’uomo ed è usato per sostanze con sufficiente evidenza per gli animali ed inadeguata evidenza o mancanza di evidenze per l’uomo. Sono ben altre le “strade” percorse per fa sviluppare i tumori ed altre patologie più o meno gravi: la principale è la nostra bocca, quando beviamo e mangiamo (cibi o bevande scaduti e/o di dubbia provenienza), seguita dal nostro naso, quando respiriamo (gas di scarico degli automezzi), ovvero dai cibi che consumiamo e dall’aria che respiriamo: qui dovrebbe essere concentrata la nostra massima attenzione e quella delle competenti autorità”. Conclude L’ingegnere Nanna.

©Riproduzione riservata

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