Da Terricciola a Trieste, il progetto “Aiutiamo chi aiuta” porta aiuti umanitari ai migranti della rotta balcanica e sostiene famiglie in difficoltà in Valdera.
Terricciola – Trieste. È un ponte di solidarietà quello che, nei giorni 19, 20 e 21 aprile, vedrà protagonisti Paolo e Paola, impegnati in una nuova missione umanitaria nel segno del progetto “Aiutiamo chi aiuta”. Una partenza dal cuore della Valdera per raggiungere la frontiera nord-orientale italiana, dove nella città di Trieste si consuma ogni giorno una delle realtà più delicate dei flussi migratori lungo la rotta balcanica.
Nel centro della città, in quella che viene chiamata la Piazza del Mondo, arrivano infatti giovani migranti dopo mesi – e spesso anni – di viaggio. Provati dalla fame, dalla stanchezza, dalle violenze e dalle umiliazioni subite lungo il percorso, trovano però anche un primo abbraccio concreto: quello di volontari, associazioni e cittadini provenienti da tutta Italia.
Tra queste realtà c’è l’associazione Linea d’Ombra, con cui Paolo e Paola collaboreranno in questi giorni, portando beni di prima necessità come cibo e abbigliamento. Una parte significativa delle donazioni arriva anche dai bambini del catechismo di Terricciola, protagonisti di un’esperienza educativa che gli organizzatori definiscono “preziosa e formativa”, e che si vorrebbe estendere ad altre parrocchie della Valdera.
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Il progetto non si limita all’emergenza fuori regione. Nel territorio comunale, infatti, da circa un mese è attivo l’emporio solidale di Morrona, che ha già raccolto numerose richieste da famiglie in difficoltà, anche con bambini e madri sole. Un’attività che richiede un grande impegno organizzativo, soprattutto nella gestione e suddivisione dell’abbigliamento per taglie ed età, ma che restituisce – raccontano i volontari – la soddisfazione più grande: il sorriso dei più piccoli.
Un lavoro che trova anche il sostegno delle istituzioni locali. Il sindaco Matteo Arcenni ha sottolineato il valore del gesto solidale con una frase che riassume lo spirito dell’iniziativa: “Anche se abbiamo aiutato solo una famiglia, abbiamo fatto la cosa giusta”.
Non manca lo sguardo al futuro. In collaborazione con la Misericordia di Pontedera, sono già in programma nuove iniziative per l’estate, con l’ipotesi di portare alcuni giovani a vivere direttamente l’esperienza di accoglienza a Trieste nei mesi di luglio e agosto.
“Quello che avete fatto a uno dei miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me” è la frase che ispira il progetto e che continua a guidare l’impegno dei volontari. Un impegno che non si esaurisce nel gesto immediato, ma che punta a costruire una rete sempre più ampia di solidarietà tra territori, persone e comunità.
Con “Aiutiamo chi aiuta”, da Terricciola parte ancora una volta un messaggio chiaro: la solidarietà non è solo un’azione, ma una scelta quotidiana.





