L’amministrazione comunale risponde alle contestazioni della famiglia, che aveva parlato di disparità di trattamento e accanimento personale. La sindaca: «Gli uffici devono far eseguire le sentenze»
CAPANNOLI. Dopo le dichiarazioni della famiglia Fontanelli, che aveva raccontato a VTrend una lunga serie di contenziosi con il Comune di Capannoli, parlando di una presunta «disparità di trattamento» e di un «accanimento personale», arrivano le dichiarazioni della sindaca Arianna Cecchini.
Capannoli, la denuncia della famiglia Fontanelli: «Ci sentiamo trattati diversamente»
Al centro della vicenda ci sono, secondo la ricostruzione della famiglia, diversi procedimenti e contestazioni che riguardano la proprietà dell’attività Fontanelli & Carrai Snc, tra cui la questione relativa a un’area ritenuta demaniale, il passaggio e il fosso di acqua pubblica.
Le diverse ricostruzioni vengono attribuite ai rispettivi protagonisti; VTrend non esprime valutazioni proprie sulla fondatezza delle contestazioni e non intende sostituirsi agli organi competenti nell’accertamento dei fatti.
I Fontanelli avevano inoltre sollevato interrogativi sul diverso trattamento che, a loro giudizio, sarebbe stato riservato ad altre proprietà.
La sindaca Cecchini contesta questa ricostruzione e pone l’accento soprattutto sull’esito dei procedimenti giudiziari.
«Ci sono due gradi di giudizio. Hanno perso in due sentenze, entrambe favorevoli all’amministrazione», dichiara la sindaca.
Secondo quanto riferito da Cecchini, dunque, le decisioni giudiziarie già intervenute avrebbero stabilito la posizione dell’amministrazione sulla vicenda. La sindaca sottolinea inoltre che la controparte ha dovuto sostenere anche le spese legali del Comune.
«Hanno perso in due gradi e hanno pagato le spese legali al Comune», afferma.
La posizione dell’amministrazione, quindi, è che gli atti successivi non rappresentino una scelta discrezionale nei confronti della famiglia, ma la conseguenza delle decisioni assunte nell’ambito dei procedimenti.
Un passaggio importante riguarda l’area interessata dalla vicenda. Secondo la sindaca, la costruzione si trova su un’area demaniale e sotto la zona interessata passa un fosso di acqua pubblica.
La sindaca riferisce inoltre che sulla questione sarebbe intervenuto il Genio Civile, chiedendo di liberare l’area pubblica.
È proprio questo uno degli aspetti sui quali la ricostruzione dell’amministrazione si differenzia da quella della famiglia Fontanelli, che nel proprio racconto aveva posto l’attenzione anche sul tracciato del fosso e sulle cartografie utilizzate per individuare il percorso dell’area demaniale.
La sindaca respinge in modo netto anche l’accusa di una diversa applicazione delle regole nei confronti della famiglia.
«Non c’è disparità di trattamento», afferma Cecchini.
Per l’amministrazione, la presenza di due gradi di giudizio con esito favorevole al Comune rappresenta un elemento centrale per comprendere le iniziative adottate dagli uffici.
«Gli uffici devono far eseguire le sentenze», spiega la sindaca.
La posizione del Comune, dunque, è che gli interventi contestati dalla famiglia siano collegati all’applicazione delle decisioni giudiziarie e agli atti conseguenti, e non a una volontà personale dell’amministrazione nei confronti dei proprietari.
Cecchini respinge anche il riferimento a un presunto contrasto personale.
«Non è Arianna Cecchini che ce l’ha con loro», dichiara la sindaca, sostenendo che la vicenda debba essere ricondotta agli atti amministrativi e giudiziari che si sono susseguiti nel tempo.
Secondo la sindaca, la famiglia avrebbe scelto di affidare la propria posizione ai legali e, nonostante l’esito dei procedimenti, continuerebbe a contestare la situazione.
La vicenda presenta quindi due ricostruzioni contrapposte. La famiglia Fontanelli sostiene di essere stata sottoposta a un trattamento diverso rispetto ad altri proprietari e chiede trasparenza e parità di trattamento.
L’amministrazione comunale respinge invece l’accusa di disparità e sostiene che le proprie iniziative siano conseguenti alle sentenze intervenute nei due gradi di giudizio e alla necessità, per gli uffici, di darvi seguito.
Sul punto relativo all’area demaniale, il Comune sostiene inoltre che si tratti di una zona pubblica interessata dal passaggio di un fosso di acqua pubblica e che il Genio Civile abbia chiesto di liberarla.
Le diverse ricostruzioni vengono attribuite ai rispettivi protagonisti; VTrend non esprime valutazioni proprie sulla fondatezza delle contestazioni e non intende sostituirsi agli organi competenti nell’accertamento dei fatti.





