Il sindaco Fabio Mini torna a parlare di scuola dopo la visita del provveditore agli studi Simonetti all’istituto comprensivo Da Vinci di Castelfranco di Sotto.
“Mi ha fatto ovviamente piacere la presenza del provveditore nel nostro comune il primo giorno di scuola, però sono costretto a chiarire alcuni concetti che questa mattina trovo sulla stampa.
Noi come amministrazione comunale di centrodestra non siamo d’accordo su questo utilizzo strumentale della scuola per lanciare messaggi politici o ideologici e vogliamo ribadire che pur essendo a favore di una scuola inclusiva, a nostro avviso, l’istruzione non deve diventare il terreno in cui far veicola alcune idee, appunto dal sapore ideologico.” si legge nel comunicato.
Castelfranco Unita: “Mini pensi a tagliare l’erba: la scuola non prende ordini”
“Inclusione è una cosa diversa dal multiculturalismo, quindi per noi va benissimo una scuola con la presenza di ragazzi di origine straniera, ci mancherebbe altro, ma non una scuola multiculturale.
In ogni paese in cui si va si impara la lingua e la cultura del paese che ci ospita, o dove crescono le seconda e terza generazione.
Questa idea ‘sinistroide’ che ogni volta che arriva uno straniero debba essere io a casa mia a dover imparare la sua lingua, la sua cultura, e tutto ciò che ne consegue, non è accettabile, non esiste proprio.” prosegue il sindaco Mini.
“Questa logica va cambiata, questo è un gioco che alla fine non è utile a nessuno, in primo luogo agli studenti italiani, ma non aiuta neppure quelli di origine straniera a conoscere il paese dove si trovano, la scuola deve insegnare la lingua e la cultura italiana a tutti senza nessuna distinzione e aggiungo, se si centrasse questo risultato sarebbe già molto”. conclude il sindaco Fabio Mini.





