La modifica del cartello di ingresso a Pontedera, sul quale è comparsa la scritta “Pontenegra”, ha suscitato la ferma condanna del Partito Democratico di Pontedera.
In un comunicato, il partito definisce l’episodio non come una semplice bravata, ma come un gesto dal contenuto offensivo e potenzialmente divisivo, esprimendo preoccupazione per il messaggio rivolto a una parte della comunità.
Il PD richiama quindi la storia di Pontedera come città caratterizzata dalla presenza di cittadini italiani e stranieri e, in particolare, di una numerosa comunità senegalese e di persone di origine africana.
Nel documento viene sottolineata la necessità di affrontare le problematiche legate a sicurezza, disagio sociale, lavoro e integrazione senza trasformare le difficoltà in una contrapposizione basata sulla provenienza o sul colore della pelle.
Il partito chiede inoltre che i responsabili della modifica del cartello vengano individuati e perseguiti secondo quanto previsto dalla legge, affiancando alla risposta delle istituzioni una riflessione sul piano politico e culturale.
L’obiettivo, si legge nel comunicato, è evitare che un episodio offensivo possa mettere in discussione il percorso di convivenza costruito negli anni dalla città.
Pontedera, cartello modificato in “Pontenegra”: «Atto di razzismo»
Si riporta integralmente il comunicato stampa
Il Partito Democratico di Pontedera condanna con fermezza la vergognosa modifica del cartello di ingresso alla città, deturpato con la scritta “Pontenegra”. Un gesto che non può essere derubricato a semplice bravata: dietro quella parola c’è un messaggio preciso, che colpisce una parte della nostra comunità e alimenta un clima di contrapposizione e di ostilità.
Pontedera è una città che da decenni ha fatto dell’integrazione e della convivenza una delle proprie caratteristiche. Una città nella quale migliaia di persone, italiane e straniere, hanno costruito le proprie famiglie, lavorato, aperto attività, frequentato le scuole e contribuito alla crescita economica, sociale e culturale della comunità. Tra queste c’è una numerosa comunità senegalese e, più in generale, una presenza significativa di cittadini di origine africana che rappresentano ormai una parte integrante della nostra città.
Proprio per questo non possiamo accettare che un manipolo di aizzatori provi a rovinare ciò che Pontedera ha costruito nel corso degli anni.
Questo non significa negare che esistano problemi. Ci sono difficoltà, tensioni e situazioni che devono essere affrontate con serietà. Ci sono questioni legate alla sicurezza, al disagio sociale, al lavoro e all’integrazione sulle quali le istituzioni devono intervenire con strumenti concreti e senza ipocrisie. Ma affrontare i problemi è una cosa; cercare un capro espiatorio sulla base del colore della pelle o della provenienza è un’altra.
La scritta “Pontenegra” non risolve nessuno dei problemi della città. Li usa, piuttosto, per trasformarli in rancore e contrapposizione. È esattamente la strada che Pontedera non deve imboccare.
Il Partito Democratico ritiene che la risposta debba essere netta: chi ha compiuto questo gesto venga individuato e perseguito secondo le modalità previste dalla legge. Ma, allo stesso tempo, la nostra risposta deve essere anche politica e culturale. Non lasceremo che pochi gesti offensivi cancellino decenni di storia e di convivenza.
Pontedera continuerà a essere una città accogliente. Accogliente non significa senza regole, né significa far finta che i problemi non esistano. Significa chiedere a tutti gli stessi doveri e riconoscere a tutti gli stessi diritti. Significa pretendere rispetto delle leggi e delle persone, da chi è nato qui e da chi è arrivato da lontano. Significa costruire una comunità nella quale chiunque abbia voglia di lavorare, vivere onestamente e costruire dignitosamente il proprio futuro possa sentirsi parte della città.
È questa la Pontedera che vogliamo difendere.
Una città che non ha paura delle differenze, ma le trasforma in una ricchezza. Una città nella quale nessuno viene giudicato per il colore della propria pelle. Una città nella quale la sicurezza si costruisce con le regole, la presenza delle istituzioni e il rispetto reciproco, non con gli insulti e la ricerca del nemico.
Chi ha scritto “Pontenegra” voleva probabilmente provocare. Non permetteremo che quella provocazione definisca Pontedera.
Pontedera è e resterà una città di tutti.





