Predazione del puledrino ad Arena Metato, il Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi interviene: prevenzione, gestione del territorio e verifiche sulle misure adottate.
Il Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi è intervenuto sulla vicenda della predazione del puledrino avvenuta ad Arena Metato, esprimendo cordoglio per quanto accaduto ma invitando ad affrontare il tema con un approccio basato sulla prevenzione e sulla gestione del territorio.
Nel comunicato, il sindacato sostiene che eventuali interventi di rimozione dei lupi non rappresentino una soluzione strutturale e chiede di verificare quali misure preventive fossero state adottate nell’area, quali attività di monitoraggio siano state svolte e quali responsabilità possano emergere.
Ribadisce inoltre che la presenza del lupo non costituisce automaticamente un pericolo per le persone e sollecita una rappresentazione completa della propria posizione nel dibattito aperto dopo l’episodio.
Branco di lupi uccide e sbrana un puledro in provincia di Pisa
Si riporta integralmente il comunicato ufficiale del Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi
Il Sindacato esprime profondo dolore per la morte del puledrino e non intende in alcun modo minimizzare quanto accaduto.
Riteniamo tuttavia necessario integrare l’informazione offerta al pubblico con una posizione fondata sulla prevenzione e sulla corretta gestione del territorio.
La cattura, la traslocazione, l’allontanamento indiscriminato o l’abbattimento dei lupi non eliminano le condizioni che rendono possibili le predazioni e non costituiscono soluzioni strutturali. Protezioni adeguate, ricoveri sicuri, monitoraggio, eliminazione degli attrattivi, assistenza tecnica e interventi preventivi agiscono invece direttamente sul rischio.
Considerato che la presenza dei lupi nell’area di Metato risulta conosciuta da circa due anni, riteniamo necessario accertare:
– quali misure preventive fossero state adottate presso l’allevamento;
– quali interventi tecnici fossero stati richiesti, proposti o finanziati;
– quali attività di monitoraggio siano state svolte dalle istituzioni competenti;
– quali misure immediate siano state predisposte per proteggere gli altri puledri e gli animali maggiormente vulnerabili;
– quali responsabilità pubbliche e private possano emergere rispetto a un rischio ormai prevedibile.
Il Sindacato non formula accuse nei confronti dello specifico allevamento senza un sopralluogo e senza conoscere le caratteristiche delle strutture presenti. Sostiene però che un’attività zootecnica, pur non corrispondendo al nostro orizzonte ideale antispecista ed ecocentrico, abbia il dovere di adottare tutte le precauzioni necessarie per proteggere gli animali detenuti, con il concreto sostegno tecnico ed economico delle istituzioni.
La predazione di un animale domestico non dimostra automaticamente l’esistenza di un pericolo diretto per le persone. Un’eventuale condizione di confidenza o pericolosità deve essere accertata attraverso comportamenti specifici, ripetuti e documentati, non desunta dalla semplice presenza del branco ai margini di un territorio antropizzato.
Chiediamo pertanto la pubblicazione integrale del comunicato allegato o, in subordine, la rappresentazione fedele dei suoi contenuti essenziali, con adeguata evidenza, affinché i lettori possano conoscere anche la posizione del Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi.
La presente non nega il fatto di cronaca né il dolore per l’animale ucciso. Contesta che la rimozione del branco possa essere indicata come risposta risolutiva senza un’approfondita verifica delle misure preventive, degli attrattivi presenti e delle responsabilità nella gestione del territorio.
Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi
Maurizio Baglioni, Responsabile





