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Alessandro Fiorentini, dalla Valdera al sogno della Serie C: “Il calcio per me è tutto”

16:33

Alessandro Fiorentini, dal calcio di paese al sogno della Serie C: il portiere classe 2007 riparte dal Grosseto.

Una storia fatta di passione, sacrifici e tanta voglia di migliorarsi. È quella di Alessandro Fiorentini, portiere classe 2007 originario della Valdera e residente a Ponsacco, che dopo un percorso di crescita iniziato sui campi del territorio si prepara a una nuova sfida con la maglia del Grosseto.

Un viaggio iniziato da bambino, quando il calcio era soprattutto un gioco da condividere con gli amici. «Ho avuto il primo approccio con questo sport intorno ai 9-10 anni. – racconta Fiorentini a VTrend – Giocavano alcuni miei amici d’infanzia e sono stati loro, insieme alla mia famiglia e alla mia passione, a farmi innamorare del calcio».

All’inizio, però, il ruolo non era quello del portiere. Come spesso accade tra i più piccoli, la voglia era quella di segnare e stare vicino alla porta avversaria. «Non ho iniziato subito come portiere. A quell’età sono pochi quelli che scelgono già quel ruolo, perché tutti vogliono fare gol. Dopo circa un anno ho iniziato a giocare in porta e da lì è iniziato il mio percorso».

La crescita passa dai settori giovanili della zona. Prima La Borra, dove rimane per quattro anni, poi Il Romito, esperienza durata tre stagioni. Due tappe fondamentali per costruire le basi tecniche e caratteriali. «Sono cresciuto molto grazie ai mister che ho avuto. Oltre alle proprie capacità e alla voglia di migliorarsi, è fondamentale incontrare allenatori che sappiano aiutarti a lavorare sui tuoi difetti».

Il salto più importante arriva con il passaggio al Pontedera, dopo essere stato osservato durante il campionato precedente. Una nuova realtà, più competitiva, con compagni provenienti da fuori zona.

Proprio lì, Alessandro compie un ulteriore salto di qualità. «Sono riuscito a curare alcuni difetti che mi portavo dietro da tempo. Sono proprio quei dettagli che fanno la differenza e che vengono notati dagli osservatori».

L’esperienza granata lo porta anche ad avvicinarsi al calcio dei grandi: allenamenti con la Primavera, qualche convocazione con la prima squadra e la possibilità di confrontarsi con un ambiente professionistico. «È stato importante per capire meglio il mondo del calcio dei grandi».

Dopo Pontedera arrivano due brevi parentesi tra Lucchese e Livorno, vissute da svincolato, prima di una delle stagioni più significative della sua carriera, quella con la Pistoiese. «È stata probabilmente la stagione più bella che abbia vissuto finora, perché sono riuscito a trovare continuità dopo un periodo in cui mi era mancata».

Un’annata speciale anche grazie alla presenza di Angelo Pagotto, ex portiere di Serie A e della Nazionale italiana, oggi allenatore dei portieri. «Il mister dei portieri della prima squadra, quando c’ero io, era Raffaele Ferioli. Mi ha aiutato molto a livello tecnico e mentale» continua nel racconto.

La stagione con la Pistoiese regala anche momenti importanti, come il torneo di Viareggio, affrontato contro squadre di grande livello. «Abbiamo affrontato Genoa, Empoli, Siena e altre formazioni importanti. Siamo arrivati fino ai quarti di finale contro la Fiorentina, giocando al Viola Park. Essere arrivati in un posto così prestigioso è stato motivo di grande orgoglio».

Ora per Fiorentini si apre un nuovo capitolo: il Grosseto, società reduce dalla vittoria del campionato di Serie D e pronta alla nuova avventura in Serie C. Il giovane portiere farà parte del progetto Primavera con un obiettivo chiaro: continuare a crescere e provare a conquistare l’attenzione della prima squadra.

«L’obiettivo è quello di farmi notare, allenarmi con loro e magari riuscire ad aggregarmi. Dipenderà tutto dal mio rendimento e dal lavoro quotidiano».

Una sfida che Alessandro affronterà con ancora più dedizione: «Quest’anno avrò anche una sistemazione vicino al centro sportivo. Questo mi permetterà di vivere ancora di più il calcio e dedicargli tutte le energie».

Per lui il pallone non è mai stato soltanto uno sport. È stato un punto fermo, anche nei momenti più difficili. «Il calcio per me rappresenta tutto ciò che una persona può avere voglia di fare senza mai pensare di smettere. Ci sono stati momenti belli e momenti meno belli, ma non ho mai perso questa strada».

«Sono riuscito a portare avanti scuola e calcio insieme senza farmi sopraffare da nessuno dei due. È stata una grande prova personale» ha spiegato Alessandro a VTrend.

Dal campo di provincia ai palcoscenici sempre più importanti, Alessandro Fiorentini continua a inseguire il suo sogno con la stessa passione di quel bambino che per la prima volta indossò i guanti da portiere. Un sogno chiamato calcio, con lo sguardo già rivolto verso il futuro.

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