Futuro Nazionale Pontedera replica a Rifondazione Comunista, difendendo il gazebo autorizzato in piazza Belfiore.
Dopo la presa di posizione del circolo “Karl Marx” di Rifondazione Comunista Pontedera, che ha chiesto al Comune di revocare l’autorizzazione concessa per un gazebo in piazza Belfiore, arriva la replica di Futuro Nazionale Pontedera.
In un comunicato, il movimento respinge le accuse rivolte nei propri confronti, difende la legittimità dell’iniziativa autorizzata dagli uffici comunali e sostiene che la richiesta di revoca rappresenti un tentativo di limitare il pluralismo politico e la libertà di espressione.
Futuro Nazionale conferma inoltre che il gazebo si è svolto regolarmente, come previsto, invitando i cittadini a valutare direttamente le proprie proposte.
Si riporta integralmente il comunicato stampa
“Ancora una volta c’è chi, anziché confrontarsi con le idee, preferisce invocare la censura. La richiesta di Rifondazione Comunista di revocare l’autorizzazione al gazebo di Futuro Nazionale rappresenta un grave tentativo di limitare il pluralismo politico e la libertà di espressione.
Il nostro gazebo è regolarmente autorizzato dagli uffici competenti del Comune di Pontedera, nel pieno rispetto della normativa vigente. Chi oggi pretende che un’autorizzazione amministrativa venga revocata esclusivamente perché non condivide le nostre idee dimostra una concezione della democrazia a senso unico: libertà di parola solo per chi la pensa allo stesso modo.
È molto più semplice distribuire etichette e demonizzare un avversario politico che confrontarsi nel merito delle proposte. Gli insulti non sostituiscono il dibattito e le campagne di delegittimazione non cancellano i diritti garantiti dalla Costituzione.
Noi non chiediamo di impedire i gazebo di nessuno. Evidentemente c’è chi, invece, ritiene che il dissenso debba essere messo a tacere anziché affrontato con il confronto democratico.
Futuro Nazionale Pontedera sarà regolarmente in piazza Belfiore, come autorizzato dagli organi competenti, per parlare con i cittadini. Saranno i pontederesi a giudicare con la propria testa, non chi tenta di decidere preventivamente chi abbia o meno il diritto di esprimersi.”





