Notificati a Pisa 54 provvedimenti e 140 contestazioni per proteste pro-Palestina tra blocchi stradali, ferroviari e occupazioni dell’aeroporto.
A Pisa sono stati notificati 54 avvisi di denuncia che coinvolgono attivisti e militanti pro-Palestina, per un totale di 140 contestazioni. I provvedimenti riguardano diverse iniziative di protesta contro la guerra e in sostegno alla Palestina svoltesi tra luglio 2025 e i mesi successivi.
Le accuse comprendono vari reati, tra cui danneggiamento, blocco di strade e ferrovie, interruzione di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale. Alcune contestazioni fanno riferimento anche al decreto-legge 48 del 2025, che ha rafforzato le norme sull’ordine pubblico e introdotto sanzioni più severe per i blocchi di infrastrutture viarie e ferroviarie.
L’episodio più significativo risale al 3 ottobre 2025, quando circa 300 manifestanti, dopo aver interrotto temporaneamente il traffico sull’autostrada A12 durante una mobilitazione, raggiunsero l’aeroporto Galileo Galilei di Pisa entrando nell’area operativa. L’azione provocò la sospensione dei voli per circa mezz’ora e, secondo la questura, il ferimento lieve di sette agenti impegnati nel contenimento della protesta.
Altri episodi rilevanti includono il blocco di un treno militare il 13 marzo alla stazione di Pisa Centrale, con conseguente interruzione della circolazione per oltre cinque ore; le occupazioni dei binari del 4 e del 24 settembre, rispettivamente a Pisa Centrale e Pisa San Rossore, che causarono forti disagi al traffico ferroviario; e la mobilitazione del 22 settembre sulla Fi-Pi-Li, dove migliaia di persone bloccarono il traffico nei pressi dello svincolo per l’aeroporto.
Nella giornata odierna era stata inoltre prevista una conferenza stampa in piazza XX Settembre, organizzata da diverse realtà associative e politiche, per lanciare un appello in difesa del diritto di protesta contro la guerra e la violenza.





