Con la scomparsa di Giuliano Mannucci, Volterra perde un artista profondamente legato alla sua terra e una figura capace di lasciare un segno nella vita culturale e civile della comunità.
VOLTERRA – Ci sono persone che, quando se ne vanno, portano con sé un pezzo della storia e dell’identità della comunità.
La scomparsa di Giuliano Mannucci lascia un vuoto profondo nel tessuto culturale e umano di Volterra: se ne va una di quelle figure che non hanno mai avuto bisogno di mostrarsi per lasciare un segno indelebile.
Uomo di saldi ideali e di sincera passione civile, Mannucci è stato un artista autentico, visceralmente legato alla sua terra e alla sua gente. La sua parabola umana e creativa si è sempre distinta per una dirompente umiltà: un carattere schivo e taciturno, lontano dai riflettori della notorietà e dalla ricerca del consenso superficiale, ma costantemente orientato alla concretezza delle cose vere.
Il suo linguaggio è stato quello delle sue opere, capaci di parlare con forza, sensibilità ed equilibrio.
Con la sua scomparsa si allunga la lista dei protagonisti di una generazione straordinaria che ha segnato un’epoca fondamentale per Volterra.
Donne e uomini che hanno animato l’arte, la cultura, l’insegnamento, il mondo del lavoro e l’impegno politico e sociale, uniti dal desiderio condiviso di partecipare attivamente alla crescita del territorio e di costruire qualcosa di duraturo per le generazioni future.
Quella di Mannucci e dei suoi contemporanei è stata una lezione impartita senza proclami o retorica, trasmessa quotidianamente attraverso l’esempio, il rigore nel lavoro e il modo di stare nella comunità: con affetto, lo ricorda anche il sindaco Giacomo Santi.
La comunità si stringe oggi nel cordoglio attorno ai suoi cari, consapevole di salutare un artista raffinato e un testimone di valori civili, ma anche con la responsabilità di custodirne e valorizzarne il vasto patrimonio umano e culturale.
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