L’anno inizia nel peggiore dei modi all’aeroporto di Pisa: una lavoratrice addetta agli imbarchi è stata aggredita fisicamente e ricoverata in ospedale. La FILT CGIL denuncia l’episodio come «atto vile e inaccettabile» e avverte che la misura è colma.
PISA – L’anno inizia nel peggiore dei modi all’aeroporto di Pisa, dove una lavoratrice addetta agli imbarchi è stata vittima di una violenta aggressione, tanto da dover ricorrere alle cure ospedaliere. A denunciare l’accaduto è la FILT CGIL Aeroporto di Pisa, che parla apertamente di una situazione ormai fuori controllo.
«Quando i problemi non si affrontano, peggiorano – afferma il sindacato – ed è successo ciò che prima o poi era facilmente prevedibile: dopo numerosi episodi di violenza verbale, si è arrivati alla violenza fisica». Secondo quanto riferito dalla FILT CGIL, la lavoratrice sarebbe stata presa per i capelli e sbattuta contro lo stipite di una porta.
Un episodio definito senza mezzi termini «un atto vile e inaccettabile», che arriva dopo anni di segnalazioni e denunce da parte degli addetti agli imbarchi, quasi tutte donne. «Negli anni – sottolinea il sindacato – è aumentata la frequenza e l’intensità dell’aggressività e delle violenze verbali da parte dei passeggeri, spesso accompagnate da becero sessismo».
Per la FILT CGIL si tratta ormai di «un fenomeno strutturale» che mette seriamente a rischio la dignità, la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori aeroportuali. Da tempo, spiegano, vengono richiesti interventi più incisivi per garantire ambienti di lavoro sicuri, chiamando in causa tutti i soggetti coinvolti: parti sociali, istituzioni, ENAC, gestioni aeroportuali, compagnie aeree e aziende di handling.
«Purtroppo – denuncia il sindacato – questi appelli sono caduti sistematicamente nel vuoto, e oggi ne vediamo le conseguenze: una violenza che diventa fisica e quindi ancora più pericolosa».
La FILT CGIL conclude con un avvertimento chiaro: «Per quanto ci riguarda, la misura è colma». Oltre alle tutele legali a difesa della lavoratrice aggredita, il sindacato non esclude «forme di protesta più incisive, fino ad arrivare allo sciopero», qualora non arrivino risposte concrete da parte di chi ha il dovere di intervenire.





