A Francesco Moser il Premio Nazionale Alessandro Mazzinghi 2026: cerimonia il 22 ottobre al Teatro Era di Pontedera.
La quinta edizione del riconoscimento dedicato al campione pontederese si terrà giovedì 22 ottobre alle 18. Il premio va a uno dei più grandi nomi del ciclismo italiano, vincitore di un Giro d’Italia e tre Parigi-Roubaix.
PONTEDERA. Sarà Francesco Moser il protagonista della quinta edizione del Premio Nazionale Alessandro Mazzinghi.
Il nome è stato annunciato nella mattinata di martedì 13 ottobre, durante la presentazione del programma dell’iniziativa nella sala consiliare del Comune di Pontedera.
La cerimonia di consegna del riconoscimento, a ingresso libero, si svolgerà giovedì 22 ottobre 2026, alle ore 18, al Teatro Era di Pontedera.
Un appuntamento che rende omaggio alla memoria di Alessandro Mazzinghi, storico pugile pontederese, attraverso un premio destinato a celebrare personalità che si sono distinte nel mondo dello sport.
Il premio porta appunto il nome di Alessandro Mazzinghi, per tutti Sandro, nato a Pontedera il 3 ottobre 1938 e scomparso nella sua città il 22 agosto 2020.
Pugile, scrittore e cantante, è stato uno dei personaggi più amati della storia della boxe italiana, capace di lasciare un segno profondo nello sport e nella memoria della sua città.
Mazzinghi ha raggiunto i vertici del pugilato internazionale conquistando il titolo mondiale dei pesi medi junior in due periodi distinti: dal 1963 al 1965 e dal 1968 al 1969. A questi successi si è aggiunto il titolo europeo della stessa categoria, detenuto dal 1966 al 1968.
La sua carriera lo ha consacrato tra i protagonisti del pugilato italiano, in un’epoca in cui i suoi incontri attiravano l’attenzione di un vasto pubblico. La sua figura è rimasta legata non soltanto ai risultati sportivi, ma anche al rapporto con Pontedera, città in cui è nato e dove è morto.
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Il vincitore di quest’anno è uno dei nomi più importanti nella storia del ciclismo italiano. Nato a Palù di Giovo il 19 giugno 1951, Francesco Moser è stato professionista dal 1973 al 1988, distinguendosi sia nelle corse su strada sia nelle competizioni su pista.
Soprannominato Lo Sceriffo, Moser ha costruito una carriera ricca di successi, diventando uno dei corridori più vincenti del panorama internazionale. Tra i risultati più prestigiosi figurano la vittoria del Giro d’Italia e i tre trionfi alla Parigi-Roubaix, una delle classiche più dure e affascinanti del ciclismo mondiale.
Nel suo palmarès trovano spazio anche due Giri di Lombardia, una Milano-Sanremo, una Freccia Vallone e una Gand-Wevelgem. A questi risultati si aggiungono i titoli mondiali su strada e su pista, nella specialità dell’inseguimento individuale.
Con 273 vittorie su strada da professionista, comprese quelle nei circuiti, Moser è considerato il ciclista italiano con il maggior numero di successi in carriera. Indimenticabile anche la rivalità sportiva con Giuseppe Saronni, che ha segnato un’epoca del ciclismo italiano e appassionato tifosi e appassionati.

Le dichiarazioni di uno dei figli di “Sandro” Mazzinghi, David, a VTrend:
«È un premio che è cresciuto molto nel tempo e che è stato assegnato a grandi campioni. Quest’anno lo conferiamo a Francesco Moser, un uomo che ha dato tanto allo sport, proprio come nostro padre.
Moser ricorda gli anni in cui erano entrambi campioni. In seguito si sono anche conosciuti. Tra l’altro, mio padre era molto amico di Gino Bartali ed era un grande appassionato di ciclismo».
La quinta edizione del Premio Nazionale Alessandro Mazzinghi prosegue il percorso di un’iniziativa che lega il nome del campione pontederese a quello di grandi protagonisti dello sport.

Durante la conferenza è stato inoltre annunciato che è in programma un docufilm dedicato ad Alessandro Mazzinghi, incentrato sul legame tra il campione e la città di Pontedera.
«Un progetto di valorizzazione rivolto ai ragazzi, che offre tanti spunti creativi. Ci siamo messi sulle tracce della figura di Mazzinghi, visitando i luoghi legati alla sua storia e intervistando i figli e le persone che ne portano avanti la memoria.
Abbiamo cercato anche di raccontare Pontedera, quella di ieri e quella di oggi, individuando spunti positivi. Il progetto si chiamerà Appunti per un film su Mazzinghi. Lo vedremo proiettato il 22 ottobre» dichiara Francesco Andreotti, documentarista e docente di cinema, a VTrend.
Nel corso della cerimonia del 22 ottobre saranno inoltre presentati alcuni giovani pugili, in un’iniziativa che punta a valorizzare lo sport e le nuove generazioni.
Le dichiarazioni di Eugenio Leone a VTrend:
«Il 22 ottobre, alle 17, saremo nella sede del Moto Club, in viale Italia 43, dove allestiremo una mostra di biciclette degli anni Settanta e Ottanta. Invitiamo tutti a contattarci se hanno delle bici da esporre. In alternativa, venite direttamente in bicicletta! Da lì partirà un corteo in bici diretto al Teatro Era, in occasione della cerimonia».
Nell’edizione dello scorso anno, il riconoscimento era stato assegnato a Giacomo Agostini, leggenda del motociclismo e tra i piloti più vincenti della storia.
Le dichiarazioni di Riccardo Minuti, presidente della commissione del Premio Mazzinghi:
«Insieme all’amministrazione comunale abbiamo deciso di assegnare il Premio Mazzinghi a Francesco Moser, un grande atleta e un grande ciclista. La commissione del premio, di cui sono presidente, è composta anche dal figlio di Sandro Mazzinghi e da due giornalisti di rilievo nazionale, Ugo Russo e Riccardo Signori.
Il riconoscimento è dedicato alla memoria di Alessandro “Sandro” Mazzinghi, una figura storica di rilievo internazionale che ha contribuito a rendere famosa Pontedera.
Uno dei momenti più significativi della sua storia fu la riconquista del titolo mondiale, il 26 maggio 1968, a San Siro, a Milano. In quell’occasione Mazzinghi affrontò il sudcoreano Ki-Soo Kim in un incontro che gli permise di tornare campione del mondo dei superwelter.
Al suo ritorno a Pontedera, Mazzinghi fu accolto e acclamato come un eroe. La città si riversò in piazza e lungo corso Matteotti, mentre lui si affacciò dal balcone di Palazzo Stefanelli per salutare i concittadini. Fu un momento di entusiasmo e trionfo straordinario, difficile persino da immaginare oggi.
All’epoca, infatti, il pugilato aveva un’importanza popolare paragonabile a quella del calcio e del ciclismo. Gli incontri coinvolgevano migliaia di persone e suscitavano una partecipazione straordinaria. Basti pensare che, per la sfida mondiale tra Mazzinghi e Ki-Soo Kim, disputata allo stadio di San Siro, si radunarono decine di migliaia di spettatori.
Oggi il pugilato attraversa una fase diversa, con meno risorse economiche, finanziamenti e protagonisti capaci di catalizzare l’attenzione del grande pubblico. In quegli anni, invece, era uno sport in grado di mobilitare intere città e di trasformare un campione in un simbolo collettivo, come accadde a Pontedera con Sandro Mazzinghi».
Con la scelta di Francesco Moser, il premio torna a rendere omaggio a una figura che ha lasciato un segno profondo nello sport italiano, capace di conquistare risultati straordinari e di diventare un riferimento per generazioni di appassionati.

L’appuntamento è dunque fissato per giovedì 22 ottobre al Teatro Era, dove Pontedera celebrerà uno dei grandi protagonisti della storia del ciclismo, nel nome di Alessandro Mazzinghi.
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