Si riporta integralmente il comunicato stampa a firma del gruppo di minoranza Vicopisano del Cambiamento.
Il Consiglio comunale di Vicopisano si è concluso con l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri del gruppo di minoranza Vicopisano del Cambiamento durante la discussione della mozione della maggioranza relativa all’intitolazione di uno spazio pubblico ai martiri delle foibe. Il gesto è stato motivato dai consiglieri come “un atto di rispetto verso la verità storica e verso la memoria delle vittime delle violenze legate alle vicende del confine orientale italiano”.
La mozione, presentata dalla consigliera alla memoria Angelica Rossi, si apriva con un riferimento all’istituzione del “Consigliere alla Memoria” da parte di un precedente sindaco, passaggio che la minoranza ha giudicato estraneo al tema dell’atto amministrativo, interpretandolo come una forma di autoreferenzialismo politico. Secondo i critici, il richiamo avrebbe trasformato un riconoscimento pubblico in una celebrazione dell’azione amministrativa locale.
Particolare attenzione ha suscitato la differenza tra il testo depositato e quello annunciato dalla maggioranza di Vicopisano in Cammino il 29 dicembre 2025. In quella occasione si sarebbe parlato di un doppio omaggio alle vittime delle foibe e a Norma Cossetto, studentessa istriana uccisa nel 1943 e insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile nel 2005 da Carlo Azeglio Ciampi. Nel testo discusso in aula, tuttavia, non comparivano più né il suo nome né riferimenti espliciti ai responsabili storici delle violenze.
Durante la seduta, il consigliere Mario Palmieri ha letto pubblicamente la motivazione della medaglia conferita a Cossetto, gesto che il gruppo ha definito simbolico e orientato alla difesa della dignità delle vittime. L’intervento ha generato reazioni contrastanti in aula.
Palmieri ha inoltre presentato due documenti provenienti da associazioni legate al tema della memoria del confine orientale. La prima lettera, firmata da Giampaolo Giannelli per conto dell’Unione degli Istriani, esprimeva apprezzamento per l’iniziativa e proponeva l’intitolazione a “Norma Cossetto e vittime delle foibe”, richiamando la legge 92 del 2004 sul Giorno del Ricordo e invitando a evitare interpretazioni che possano essere considerate giustificazioniste rispetto alle violenze.
La seconda missiva, a firma di Silvano Olmi del Comitato 10 Febbraio, contestava l’omissione dei riferimenti ai partigiani comunisti jugoslavi e all’apparato dell’Ozna al servizio del maresciallo Josip Broz Tito, sostenendo che nelle foibe furono uccisi anche antifascisti, dissidenti politici e oppositori delle mire espansionistiche jugoslave.
Nel corso del dibattito sono intervenuti diversi esponenti della maggioranza. Un assessore ha attribuito gli eccidi alle conseguenze del ventennio fascista, posizione contestata dalla consigliera Giobbi, che ha sostenuto invece la lettura degli eventi come parte di una più ampia politica di repressione e di pulizia etnica connessa alle ambizioni territoriali del regime jugoslavo nel periodo successivo all’8 settembre 1943.
La minoranza ha presentato due emendamenti: uno volto a sostituire nei testi la parola “vittime” con “martiri”, e un altro finalizzato a inserire un richiamo esplicito al quadro storico delle epurazioni avvenute nell’area adriatica orientale dopo l’armistizio del 1943. Entrambi gli emendamenti sono stati respinti dalla maggioranza.
Un ulteriore momento di tensione si è verificato quando l’assessore Taccola ha rivendicato di aver portato a compimento un percorso politico e progettuale sulla memoria pubblica locale, affermando di aver “chiuso il cerchio delle idee” alla base della mozione.
Al termine della discussione, i consiglieri Palmieri e Giobbi hanno lasciato l’aula. Il gruppo di minoranza ha motivato il gesto come un atto di rispetto verso il dolore delle comunità degli esuli giuliano-dalmati e delle vittime delle violenze del confine orientale, sottolineando che la questione non sarebbe da interpretare come scontro politico ma come tema di memoria storica.
Resta intanto aperta la questione relativa alla mancata menzione di Norma Cossetto nella versione finale della mozione, nonostante i riferimenti presenti nelle comunicazioni della maggioranza del dicembre 2025. Fonte: Comunicato stampa GRUPPO CONSILIARE VICOPISANO DEL CAMBIAMENTO





