Presidio a Pisa: appuntamento lunedì 2 marzo alle 18 in Piazza Gaza (Piazza XX Settembre). I dettagli.
È stato convocato un presidio contro la nuova fase del conflitto in Medio Oriente per lunedì 2 marzo alle 18 in Piazza Gaza (Piazza XX Settembre) a Pisa, promosso dalla Rete dei Comunisti insieme a Cambiare Rotta e OSA.
Di fronte all’escalation militare che ha visto gli Stati Uniti e Israele lanciare attacchi contro l’Iran, con incursioni aeree su obiettivi strategici a Teheran e in altre città iraniane, Potere al Popolo ha diffuso un duro comunicato di condanna e un appello alla mobilitazione generale.
Nel comunicato, la formazione politica di sinistra definisce l’attacco congiunto di Washington e Tel Aviv un “terrorismo di Stato”, inequivocabilmente contrario alle norme del diritto internazionale e potenzialmente preludio a una conflittualità ancora più ampia.
Secondo gli esponenti di Potere al Popolo, non solo si tratterebbe di un’aggressione militare ingiustificata, ma anche di un ulteriore capitolo di una dinamica bellica che già da anni insanguina il Medio Oriente e le sue popolazioni civili.
L’organizzazione contesta in particolare le ragioni ufficiali addotte dai governi di Stati Uniti e Israele, secondo cui l’azione militare potrebbe favorire la libertà del popolo iraniano o contenere presunti programmi nucleari: “Nessuno crede alla menzogna per cui la guerra aiuterebbe la libertà del popolo iraniano,” si legge nel testo, che parla invece di un conflitto mosso da interessi legati al controllo delle risorse energetiche e delle rotte strategiche dell’area.
Il comunicato denuncia inoltre la complicità del governo italiano, accusato di non aver condannato l’offensiva e di aver anzi messo a disposizione basi e infrastrutture, tra cui quella di Sigonella, per l’utilizzo logistico delle forze coinvolte nell’operazione.
In un periodo segnato anche dalle mobilitazioni per il NO al referendum, Potere al Popolo invita a estendere la protesta contro la guerra, definendo gli Stati Uniti e Israele “primi nemici dei diritti e della pace dell’umanità”. L’appello si conclude con la richiesta di costruire mobilitazioni diffuse contro ogni forma di guerra e di coinvolgimento italiano nei conflitti internazionali.





