Maxi sequestro in Toscana: 5 tonnellate di pesce scaduto e 250 kg di tranci di squalo protetto. Controlli della Guardia Costiera.
ALTOPASCIO – Un’operazione della Guardia Costiera ha portato al sequestro di circa 5 tonnellate di prodotti ittici presso un grossista di Altopascio. Tra la merce, composta da mazzancolle, tonni e pesce spada, sono stati riscontrati gravi problemi di tracciabilità e prodotti con scadenza superata di circa sei mesi. Inoltre, gran parte del pesce era conservato in maniera non conforme alle norme igienico-sanitarie. Il titolare dell’attività è stato multato con 3.500 euro. Lo riporta la stampa locale.
Sempre in Toscana, a Campi Bisenzio (Firenze), sono stati posti sotto sequestro 250 kg di tranci di squalo Carcarino, una specie protetta dalla Convenzione CITES, importata illegalmente dalla Cina. Il titolare è stato denunciato per detenzione e commercio di specie sottoposte a protezione internazionale.
Le operazioni rientrano nell’ambito della campagna nazionale “Fish Net”, attivata in vista delle festività natalizie, periodo in cui la richiesta di prodotti ittici aumenta notevolmente. Il progetto, inserito nel Piano Operativo Annuale del ministero dell’Agricoltura, mira a garantire sicurezza e tracciabilità del pesce, proteggere l’ambiente marino, tutelare gli operatori rispettosi delle regole e fornire ai consumatori informazioni affidabili per acquisti consapevoli.
Come riporta la stampa locale, i controlli riguardano l’intera filiera dei prodotti ittici: dai mercati all’ingrosso e ristoranti, ai trasporti, piattaforme logistiche e centri di trasformazione, includendo anche i canali di vendita online e sui social network, spesso utilizzati per pratiche irregolari. L’obiettivo è prevenire frodi, pubblicità ingannevole, concorrenza sleale e pesca illegale.
Parallelamente, verifiche congiunte della Guardia Costiera, della Regione Toscana e dei Dipartimenti di prevenzione delle Aziende Usl di Portoferraio, Marina di Carrara ed Empoli hanno evidenziato gravi carenze igienico-sanitarie in alcuni ristoranti, due dei quali, gestiti da operatori etnici, sono stati temporaneamente chiusi.
Le operazioni confermano l’impegno delle autorità nel garantire prodotti sicuri, tutelare il mercato nazionale e sostenere una pesca legale e sostenibile, soprattutto durante il periodo di maggior consumo dei prodotti ittici.





