È scontro politico a Firenze sulla Giornata del Ricordo, istituita per commemorare le vittime italiane delle foibe.
Il discorso di Italo Bocchino, previsto durante la seduta del Consiglio regionale per il Giorno del Ricordo e poi annullato, è ora sotto esame del segretario generale e del collegio di garanzia della Regione. La controversia è nata dal suo invito, voluto dal consigliere regionale Diego Petrucci, come curatore di un cortometraggio sulla storia degli esuli, realizzato dall’imprenditrice toscana Federica Masoni Martini, discendente di esuli istriani e dalmati.
La presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, ha precisato che la commemorazione si sarebbe svolta “senza interventi esterni”. La vicenda però non si è placata.
Il consigliere regionale Diego Petrucci (Fratelli d’Italia) ha denunciato un “atto gravissimo” e una lesione della libertà di parola. “Il Consiglio regionale aveva inizialmente approvato la prolusione di Bocchino e la proiezione del docufilm, deliberata dall’Ufficio di Presidenza senza altre proposte – ha dichiarato Petrucci – Poi associazioni come l’ANPI e altri hanno mosso accuse incomprensibili legate a fascismo e antifascismo. Di conseguenza, la presidente Saccardi ha vietato la prolusione”.
Petrucci ha aggiunto: “È come se la sinistra toscana infoibasse la libertà di parola. Per qualcuno ancora oggi ci sono patenti per parlare, e a Italo Bocchino è stata tolta quella possibilità. È una vicenda vergognosa che lede il diritto di tutti i toscani a un’istituzione libera e trasversale, dove ciascuno possa esprimere il proprio pensiero”.
A intervenire è stata anche l’assessora regionale Alessandra Nardini, che ha chiarito il proprio ruolo e la posizione della Giunta.
Nardini ha precisato che né lei né la Giunta hanno partecipato alla definizione della seduta, organizzata dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, che inizialmente prevedeva gli interventi di Italo Bocchino, già deputato di Alleanza Nazionale, e di Diego Petrucci, vicepresidente del Consiglio e esponente di Fratelli d’Italia.
“Condivido pienamente la posizione contraria di ANPI e ANED sulla scelta dei relatori – ha dichiarato Nardini – La presidente Saccardi ha quindi fatto bene a rivedere la formula dell’iniziativa, che non può diventare un’iniziativa di parte, affidata a esponenti di una sola area politica”.
L’assessora ha ricordato precedenti polemiche simili, come quella del 2021 quando era stato invitato Fausto Biloslavo. “All’epoca decisi di uscire dall’Aula per coerenza con i miei principi antifascisti – ha spiegato – Avrei fatto lo stesso anche stavolta, perché Bocchino ha espresso posizioni che non condivido, ritenendo l’antifascismo un male del secolo e criticando la Costituzione italiana”.
Secondo Nardini, la commemorazione del Giorno del Ricordo dovrebbe vedere interventi istituzionali rappresentativi di tutto il Consiglio e della Giunta, e non essere appannaggio di una sola parte politica. “Non ci si può prestare a strumentalizzazioni di parte su una vicenda così drammatica”, ha sottolineato.
L’assessora ha ricordato la complessità della storia del confine orientale, segnato da guerre, oppressioni e violenze sia fasciste sia naziste, fino alla violenza comunista jugoslava. “Le vittime delle foibe e gli esuli dall’Istria, dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia meritano riconoscimento, non oblio né strumentalizzazioni”, ha affermato, evidenziando l’importanza di trasmettere la memoria alle giovani generazioni.
Nardini ha poi illustrato i progetti dell’Assessorato, realizzati con l’Istituto Storico Grossetano della Resistenza e l’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea, sottolineando che “la storia deve essere conosciuta e approfondita, non negata, riscritta o strumentalizzata”.
Infine, l’assessora ha condannato l’equiparazione tra Shoah e foibe, o tra fascismo e comunismo, definendola “inaccettabile”. “Un Paese maturo dovrebbe fare i conti con la propria storia, costruendo una memoria condivisa, senza lasciare che la celebrazione di queste ricorrenze diventi appannaggio di una parte politica”, ha concluso.





