Matteo Bagnoli, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Pontedera, esprime un giudizio severo sulla situazione del Teatro Era, recentemente declassato nel panorama culturale regionale.
Secondo Bagnoli, «Il sindaco Franconi, dopo mesi di silenzi e di ruolo passivo da seconda fila, ora si dice pronto a “percorrere tutte le strade” per salvare il Teatro della Toscana e il Teatro Era. E per fare questo ci comunica di essersi recato a Roma a interloquire col Ministero».
Il capogruppo mette però in dubbio le reali motivazioni dietro questo intervento: «Vogliamo dare per scontato che sia veramente preoccupato per le sorti del teatro, e come potrebbe non esserlo, a che che ne dica, la sua “marcia” su Roma è palesemente il tentativo di riguadagnare credibilità politica nella cittadinanza ed in particolare in quel mondo della sinistra pontederese, che più attento ai profili culturali della città, sui social formalmente lo attacca, anche se allo stesso tempo cerca di dargli suggerimenti utili».
Bagnoli rimarca che la situazione attuale avrebbe potuto essere evitata: «Peccato che le strade da percorrere dovessero essere battute prima, quando c’era ancora tempo per dare voce al peso della nostra città e provare a contare davvero. Ma ancora prima, quando per il Teatro Era è stata svolta l’attività di programmazione (considerata inadeguata) che sta portando al suo declassamento».
Un punto critico sarebbe il ruolo stesso del sindaco: «Il sindaco di Pontedera non è un osservatore esterno: è vicepresidente della Fondazione Teatro della Toscana. Il declassamento di oggi non può essere liquidato come una ingiustizia puramente politica, frutto delle diatribe sui teatri fiorentini, come se il Sindaco fosse estraneo alla vicenda».
Secondo Bagnoli, la città è stata esclusa da decisioni importanti: «Pontedera è rimasta ai margini delle decisioni, senza alcuna visione strategica, senza una valutazione effettiva del proprio peso culturale, senza il più blando tentativo politico di coinvolgere le forze del territorio, tutte le forze del territorio a cui una parte della sinistra oggi chiede senso di responsabilità, per tentare una battaglia comune».
Rileva inoltre l’importanza del teatro e del suo personale: «Il Teatro Era ha certo un peso minore rispetto alla Pergola, ma i suoi dipendenti valgono quanto tutti gli altri e il suo valore simbolico, culturale e sociale per la Valdera è enorme».
Bagnoli sottolinea come un atteggiamento diverso da parte dell’amministrazione avrebbe potuto fare la differenza: «Un sindaco con la S maiuscola si sarebbe posto il problema molto prima, e avrebbe portato la questione all’attenzione di tutti, senza considerare il confronto come un ostacolo o sintomo di debolezza. L’opposizione, se chiamata, avrebbe risposto. Purtroppo non è mai stata coinvolta, perché confrontarsi non appartiene allo stile di questo Sindaco e di questa amministrazione. Dialogare, per il sindaco, significa perdere il controllo e ammettere che ci sono partite di tutti».
Infine, conclude con un appello alla responsabilità: «Oggi è facile chiamare in causa Roma. Ma non si può pretendere aiuto da chi non si è mai cercato prima, né scaricare su altri responsabilità che invece sono ben radicate anche qui. Se davvero l’obiettivo fosse tutelare il Teatro Era e i posti di lavoro collegati, bisognerebbe pensarci con serietà, umiltà e capacità politica, non a mezzo di comunicati indignati scritti a giochi fatti. Il Teatro Era vale, i suoi dipendenti valgono, perdere i finanziamenti per una programmazione mal gestita è una colpa politica enorme, di cui non potrà evitare di rispondere». Fonte: Comunicato stampa Matteo Bagnoli





