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venerdì 14 Maggio 2021

Strada di Patto, nuova relazione scottante della Lega: “Franconi sapeva”

PONTEDERA. Spunta fuori una nuova relazione sulla strada di Patto che apre a nuovi retroscena.

La Lega pontederese : il Commissario Giorgio Petralli, Rebecca Stefanelli, Domenico Pandolfi, Michela Crespina hanno eseguito una serie di accessi agli atti per cercare di fare luce sulla questione della strada di Patto e sulle responsabilità sia politiche sia dei tecnici. La Lega accusa l’attuale Sindaco Matteo Franconi, al tempo dei fatti assessore ai lavori pubblici, di essere stato a conoscenza della situazione disastrosa della strada ma di non essere intervenuto.

La Consigliera Rebecca Stefanelli  dichiara:“Siamo venuti in possesso di una relazione del settembre del 2013 in cui si dà atto dei rilievi e delle indagini che sono state fatte sull’intero tratto della strada di Patto su commissione del Comune di Pontedera, quindi era una richiesta effettiva che arrivava dal Comune di Pontedera per capire quanto effettivamente la pavimentazione avesse vita, cioè  quale fosse la vita residua della pavimentazione dell’intero tratto della strada di Patto”.

Stefanelli continua: “Il progetto prevedeva una vita minima di 10 anni ma le prove e i rilievi che sono stati fatti hanno rivelato che in gran parte dei tratti della strada di Patto la vita residua utile era pari a zero anni, questo ancor prima che una parte della strada venisse aperta al traffico, ancor prima della fine dei lavori. Quindi questa relazione mette in luce il fatto che già prima che si presentassero tutte le problematiche che questa strada ha di fatto rilevato, si sapeva che non c’era la possibilità di aprirla al traffico, si sapeva che non si poteva dichiarare la fine dei lavori”. 

“La relazione- continua Rebecca Stefanelli– è di settembre, nonostante ciò nell’ottobre del 2013 viene messo il certificato della fine dei lavori e nell’ottobre del 2014, un anno dopo c’è il certificato di regolare esecuzione dei lavori. Quindi un anno dopo questa relazione si certifica che i lavori sono stati eseguiti a regola d’arte. Quando viene effettuato questo certificato di regolare esecuzione dei lavori, l’assessore ai lavori pubblici era l’attuale Sindaco Matteo Franconi. Quindi c’è una responsabilità non solo tecnica ma anche dei politici perchè devono vigilare su quello che viene fatto da parte dei tecnici”. 

La relazione dice: ‘le verifiche effettuate hanno mostrato evidenti carenze strutturali delle pavimentazioni analizzate, stanti le condizioni attuali presenti al momento delle indagini, a tal punto di risultare non adeguate a sostenere il traffico previsto nei dieci anni di vita utile’. 

Stefanelli spiega:“Nella relazione la progressiva chilometrica ci dice gli anni residui di vita della strada. Il tratto che va dalla rotonda fi-pi-li di Ponsacco fino alla rotonda della zona industriale di Gello è segnata di rosso e giallo, il rosso indica da 0-1 anni di vita, il giallo 2-3 anni di vita (Vedi documento fotografico sotto). A margine della conferenza stampa è emerso che ANAS avrebbe fatto un preventivo per la sistemazione dei 3 km (poco più) del tratto stradale il cui importo si aggirerebbe intorno a 6ml di euro.

Noi abbiamo fatto un calcolo approssimativo, in media nel tratto di 3300 metri che è la lunghezza della strada di Patto, sono stati risparmiati 12 centimetri di materiale, di conglomerato bituminoso e di tutti gli strati materiali che sono necessari per realizzare la pavimentazione. Loro hanno fatto un risparmio di 12 centimetri di materiale  per metro quadrato, moltiplicato per la lunghezza della strada di Patto e per ogni carreggiata, viene fuori la cifra di 712.800 euro che è il risparmio in euro che le aziende hanno fatto riguardo ai materiali utilizzati. Ciò nonostante, non solo è stata aperta la strada al traffico ma non è stato fatto niente. Sono stati fatti dei rattoppi durante gli anni finchè domenico ha presentato un esposto”.

Domenico Pandolfi attuale consigliere comunale della Lega e consigliere anche al tempo dello scandalo della strada di Patto, fu il primo a denunciare la situazione alla Procura della Repubblica, il consigliere dichiara quanto segue: “Questa relazione indubbiamente punta l’indice anche sulla politica, la politica che sapeva che questa strada non avrebbe avuto nè futuro nè una vita. Come mai gli assessori ai lavori pubblici si sono mossi soltanto dopo che abbiamo fatto un esposto alla Procura della Repubblica e pur sapendo che la strada era fatta male si è aspettato anni e che noi ci muovessimo con la Procura della Repubblica per fare una richiesta di danni alla ditta. Noi crediamo che sarebbe stato normale fermare i lavori, magari non inaugurare la strada e chiedere subito i danni, fare un accertamento con un perito del tribunale, riuscire a capire veramente qual era la situazione”. 

Pandolfi continua: “Per anni si è lasciato che tutte corresse, alle nostre domande veniva risposte con le scuse più assurde come ghiaccio, acqua, le fossette laterali, il sale, tutto quello che nella fantasia poteva passare. Fino a ora c’è stata un’indagine che ha chiamato in causa i tecnici, ci sarà un processo, vedremo come andrà a finire. Però a questo punto sembra che la politica sapesse e comunque in qualche maniera non abbia voluto agire. E questo è l’interrogativo a cui ci piacerebbe avere una risposta. Questo documento andrà a integrare l’esposto che fu fatto nel 2016, il fascicolo che presentammo all’epoca, poi ci sarà un’indagine e noi aspettiamo fiduciosi”.

I consiglieri della Lega concludono: “Franconi non poteva non sapere di questa relazione e del fatto che nonostante ciò la strada sia stata aperta al traffico come se nulla fosse”.

M.S.

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