Al centro del dibattito il ruolo delle banche locali come presidio sociale, tra inclusione, intelligenza artificiale e difesa delle comunità più fragili.
La desertificazione bancaria non è solo una questione economica, ma un tema sociale che riguarda direttamente la tenuta delle comunità, soprattutto quelle più fragili.
È questo il cuore dell’incontro “Le banche territoriali. La missione degli istituti di credito tra presidio del territorio, funzione sociale e ricerca dell’utile”, promosso dalla Federazione italiana reti dei servizi del terziario (First) Cisl Toscana e ospitato ieri alla Biblioteca del convento dei Cappuccini di Pisa. La tavola rotonda, moderata dalla giornalista Simona Giuntini, ha visto la presenza di Marco Lenzini, segretario generale First Cisl Toscana, Stefano Pitti e Barbara Ciabatti, rispettivamente direttore generale di Cassa di Risparmio di Volterra (Crv) e della Banca Popolare di Lajatico, Italo Sandrini, vicepresidente nazionale Acli, ed Emiliano Mangone, presidente di Confapi Siena-Grosseto.
Dopo i saluti istituzionali dell’assessore del Comune di Pisa Frida Scarpa, il segretario generale First Cisl Toscana ha introdotto il tema richiamando l’attenzione sulla desertificazione bancaria come fenomeno sociale prima ancora che economico.
«Parliamo di un tema che incide direttamente sulla vita delle comunità – ha dichiarato – in particolare sugli anziani, sulle persone fragili e su chi vive nelle aree interne. Il rischio non è solo la perdita di un servizio, ma l’indebolimento di un presidio di prossimità e di legalità». Sull’importanza delle banche territoriali sono intervenuti anche i direttori degli istituti di credito della provincia di Pisa. «Mi definisco ironicamente “l’ultimo dei mohicani in Toscana” – ha scherzato Pitti di Crv – visto che siamo ormai una delle poche banche locali rimaste. La nostra natura è nel territorio: nasciamo qui, lo viviamo e ci integriamo in esso, finanziando le imprese locali e contribuendo al bene della comunità».
Sulla stessa linea Barbara Ciabatti: «Stare sul territorio significa essere vicini a imprese e famiglie, cogliere le esigenze della clientela e dare risposte tempestive e mirate. La conoscenza diretta consente di sostenere le microimprese che spesso non trovano spazio nei grandi gruppi bancari e che invece meritano di essere accompagnate e valorizzate. Questa è la visione sociale della banca locale». Parole che hanno trovato il plauso di Confapi: «Le piccole e micro imprese hanno bisogno di un’assistenza e di una consulenza che spesso i grandi gruppi bancari non riescono a garantire, trovando nelle realtà territoriali un supporto concreto per crescere, consolidarsi e rilanciarsi sul mercato».
I DATI SULLA DESERTIFICAZIONE
A presentare i numeri del fenomeno è stata Elisa Andreotti, responsabile dell’Osservatorio tecnico scientifico First Cisl Toscana, che ha definito la situazione di Pisa “in chiaroscuro”. «Alla fine del 2024 – ha spiegato – le filiali sul territorio pisano erano 194, un anno dopo sono diminuite a 184. Una riduzione del 5,2% che elegge Pisa come la peggiore provincia in Toscana per scostamento di sportelli rispetto al 31 dicembre 2024, a fronte di un calo regionale del 3,5%, equivalente a 52 filiali perse.
Un quadro tutt’altro che roseo se si considera che la Toscana è la seconda regione peggiore d’Italia dopo le Marche (-4,3%), mentre il dato nazionale si ferma al -2,6%». Andreotti ha però analizzato anche il rovescio della medaglia, dal quale emerge come Pisa resti un’eccellenza dal punto di vista del numero di sportelli attivi sul territorio, in una regione virtuosa per la tenuta del sistema. «Pisa si conferma – ha proseguito – una tra le province meno desertificate, al punto che al 31 dicembre 2025 non aveva alcun Comune privo di sportelli. Un primato perso però nel gennaio 2026, quando è stata chiusa l’ultima filiale del Comune di Orciano Pisano». La responsabile dell’osservatorio First Cisl conclude spiegando che: «In tutto il territorio pisano sono 11 i Comuni che hanno uno sportello solo, soprattutto nelle zone più periferiche come la Val Di Cecina. Una situazione critica perché da una filiale a nessuna il passo è breve e lascerebbe scoperte circa 31mila persone e 2.100 imprese. Non abbassiamo la guardia».
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER LA SOPRAVVIVENZA DEGLI SPORTELLI
Durante la tavola rotonda è stato affrontato anche il tema del rapporto tra tecnologia e territorio, sul quale Lenzini ha chiarito che «digitalizzazione e intelligenza artificiale non sono il nemico degli sportelli».
«In Italia – ha ricordato – ci sono 33 sportelli ogni 100mila abitanti contro i 48 della Francia, ma l’home banking è utilizzato solo dal 56% degli italiani, mentre in Francia e Spagna si arriva tra il 71% e l’80%. Dove c’è meno digitalizzazione, paradossalmente, c’è anche un minore utilizzo dello sportello fisico». «L’intelligenza artificiale può essere una risorsa incredibile – ha aggiunto – ma deve essere studiata, approfondita e affrontata con percorsi di formazione adeguati, perché esistono zone grigie legate alla gestione dei dati sensibili dei lavoratori, che devono essere trattati con estrema cautela e sempre nell’interesse della persona».
Una visione condivisa anche da Stefano Pitti: «L’Italia si sta digitalizzando e le abitudini stanno cambiando, tanto che dallo scorso anno i pagamenti digitali hanno superato quelli in contante. È quindi necessario che anche le banche territoriali seguano questa trasformazione e sviluppino un modello ibrido: non rinunciare allo sportello fisico, ma investire sull’innovazione, favorendo l’inclusione digitale senza dimenticare anziani, soggetti fragili e chi non è avvezzo alla tecnologia».
Sul tema è intervenuto anche Italo Sandrini, vicepresidente nazionale Acli, che ha richiamato l’importanza della formazione finanziaria come strumento di prevenzione. «Il nostro obiettivo comune – ha detto – è evitare che le persone arrivino allo sportello senza vie d’uscita e in stato di disperazione. Serve investire in educazione e formazione finanziaria, soprattutto per chi è più fragile».
A chiudere l’incontro è stato Lenzini, che ha ribadito l’impegno di First Cisl Toscana a presidiare il tema. «La difesa degli sportelli bancari – le sue parole – è una battaglia di civiltà: parliamo di lavoro e di coesione sociale. Come sindacato dei lavoratori bancari continueremo a monitorare il fenomeno, stimolando a pragmatismo l’osservatorio sulla desertificazione, partecipato da molti attori sociali e dalla Regione e da noi fortemente voluto, per ribadire il messaggio che senza banche di prossimità si indeboliscono le comunità».
Il segretario ha concluso ricordando l’importanza della contrattazione aziendale per le banche, «necessaria per valorizzare quelle peculiarità che possono far tornare attrattivo il settore per i giovani e stimolare una sana e proficua partecipazione».





