Dopo Roma-Pisa, le parole di Hiljemark fanno discutere: tra fiducia ribadita inutilmente e la necessità di un’analisi più lucida della realtà.
Dopo il netto 3-0 incassato all’Olimpico contro la Roma, le parole di Oscar Hiljemark nel post-partita non sono passate inosservate. Il tecnico nerazzurro ha ribadito concetti già sentiti, sottolineando l’orgoglio per la squadra e la necessità di continuare a credere nella salvezza. Dichiarazione che, ahimè, non servono a nessuno.
Le parole di Hiljemark
«La situazione è pesante, me ne rendo conto per i tifosi. Ma io sono molto orgoglioso della squadra. Ho visto una squadra viva, che non ha mollato mai, hanno dimostrato una grande voglia. Ho visto una grande prestazione alla quale è mancato solo il gol».
«Conta la prestazione. Venire qua, in casa della Roma. La mia squadra ha fatto benissimo. Loro hanno tirato in porta tre volte hanno fatto tre gol, noi abbiamo creato le occasioni. Sono orgoglioso dei miei ragazzi».
«Dobbiamo finire la stagione facendo le prestazioni, come quella contro il Torino. Nel primo tempo abbiamo creato più gol della Roma. In questo momento pensiamo alla salvezza, non al prossimo campionato. Il resto si vedrà a fine campionato».
L’analisi post Roma-Pisa
Un messaggio, quello di Hiljemark, che stride con il momento reale vissuto dal Pisa. Il distacco dalla salvezza è ormai molto ampio e, pur con la società che continua a crederci fino in fondo (finché la matematica non condanna), insistere sugli stessi concetti rischia di non portare benefici ed essere controproducente.
Avere fiducia nel proprio lavoro è fondamentale, così come trasmettere sicurezza al gruppo. Tuttavia, in una fase così delicata della stagione, potrebbe rivelarsi più importante un’analisi diretta e trasparente delle difficoltà emerse. Il confronto con la realtà, infatti, rappresenta spesso il primo passo per costruire una ripartenza credibile.
Tifosi, addetti ai lavori e ambiente si aspettano parole che riflettano maggiormente ciò che si vede in campo, senza filtri o formule già consolidate. In questo senso, fanno riflettere anche le dichiarazioni di Calabresi, che ha evidenziato la necessità valutare gli errori e ripartire con maggiore consapevolezza. Un approccio che appare più ancorato alla situazione attuale.
Nessuno mette in dubbio che lo staff analizzi le prestazioni nei giorni successivi. Ma condividere almeno parte di queste riflessioni anche pubblicamente potrebbe rappresentare un segnale forte, utile per ristabilire un legame con l’esterno che adesso non c’è. Riproporre, invece, lo stesso tipo di messaggio rischia di svuotarne il significato, soprattutto quando i risultati continuano a non arrivare.
Il Pisa vive una situazione complicata e forse serve un approccio diverso anche nella comunicazione, oltre che negli aspetti tecnici e tattici. Perché, a questo punto della stagione, non basta più proteggere il gruppo: diventa necessario raccontare con lucidità ciò che sta accadendo, senza nascondersi dietro dichiarazioni di circostanza.
A cura di Matteo Casini





