Rissa e omicidio per un debito di 1.500 euro: il gip convalida gli arresti, due in carcere e uno ai domiciliari.
La vicenda prende avvio da un proposito di vendetta maturato durante un viaggio in auto da Pisa a Firenze. Gabriele Citrano, 33 anni, convinto di dover recuperare 1.500 euro legati all’acquisto di droga sintetica, organizza una spedizione per affrontare Antonio Corvino, che da giorni evita ogni contatto. Con lui ci sono il compagno Giacomo Mancini e altri conoscenti.
Gabriele Citrano, la doppia vita del 34enne di Pisa ucciso a coltellate
Arrivati nel quartiere di Rifredi, Corvino, appena vede il gruppo, tenta di scappare gridando aiuto. Viene inseguito e colpito con una mazza da baseball. Riesce a rifugiarsi in un appartamento dove si sta svolgendo un festino a base di droga. È lì che la violenza esplode definitivamente: tra spintoni, sangue e urla, compaiono coltelli da cucina. Corvino e Daniele Atzeni reagiscono colpendo ripetutamente Citrano. Quando i carabinieri intervengono, la scena è già degenerata in una rissa feroce e incontrollata.
Citrano, gravemente ferito, muore poco dopo nonostante i tentativi di rianimazione. Nell’abitazione vengono trovate sostanze stupefacenti e diverse armi utilizzate nello scontro. Il giudice dispone il carcere per Corvino e Atzeni con l’accusa di omicidio volontario in concorso, mentre per Mancini scattano i domiciliari per motivi di salute, con l’ipotesi di concorso anomalo.
Una spedizione nata per recuperare una somma relativamente modesta si trasforma così in una tragedia: un’escalation di violenza, aggravata dall’uso di droga, che culmina con la morte di chi aveva dato inizio al piano punitivo.





