“Non scuoterlo!”: anche al Pronto soccorso pediatrico dell’Aoup a Cisanello porte aperte a genitori e caregiver per informare sui rischi legati a questa pratica su neonati e bambini piccoli.
L’Unità operativa di Pediatria insieme al Dipartimento materno infantile dell’Aoup aderiscono all’iniziativa nazionale di sensibilizzazione sulla sindrome del bambino scosso dal titolo “Non scuoterlo!” che, a Pisa, si svolgerà domenica 6 aprile con un punto informativo allestito nella sala d’attesa del Pronto soccorso pediatrico (ed. 31) dell’Ospedale di Cisanello, dalle 11 alle 13.
Gli specialisti si metteranno a disposizione di genitori, nonni, insegnanti, educatori e chiunque sia a contatto con neonati e bambini piccoli per spiegare i pericoli di questa grave forma di trauma cerebrale che può verificarsi in seguito alla pratica di scuotimento violento.
L’obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare sul tema della prevenzione, mostrando le corrette modalità per proteggere i bambini da questo rischio, partendo dalla convinzione che spesso non si conoscono le possibili gravi conseguenze dello scuotimento nel bambino, anche se effettuato per pochi secondi.
È spesso un pianto continuo del bambino piccolo (0-2 anni) a scatenare una momentanea perdita di controllo da parte di chi lo accudisce e che porta a scuoterlo violentemente per farlo smettere, senza alcuna volontà o consapevolezza di recare un danno.
Con l’ausilio di brochure informative, verranno date prima di tutto informazioni sulle caratteristiche del pianto dei neonati, che presenta un picco fisiologico dalle 2 settimane di vita ai primi 4/5 mesi: in questo periodo si possono verificare delle crisi di pianto inconsolabile che possono durare a volte anche ore, spesso in orario serale.
Queste crisi rappresentano una fase evolutiva normale e si riducono spontaneamente nel tempo, per regredire nei mesi successivi.
Tuttavia questa situazione può provocare nei genitori, o in generale in chi accudisce il bambino, preoccupazione, frustrazione, stanchezza e a volte anche rabbia, elementi che possono scatenare, se pur involontariamente, una reazione di scuotimento del bambino.
Con l’ausilio di un manichino, verrà spiegato ai genitori perché è così pericoloso scuotere un neonato: questo gesto, anche se praticato per pochi secondi, può causare lesioni cerebrali anche gravissime e permanenti, perché la testa è più pesante e relativamente più grande rispetto al corpo, i muscoli del collo sono ancora deboli e il cervello, essendo in via di sviluppo, molto delicato.
Le conseguenze possibili sono di danno cerebrale fino al coma e 1 caso su 4 porta alla morte.
Oltre a promuovere il messaggio che un bambino non va mai scosso, a qualsiasi età, è fondamentale l’aspetto della prevenzione: se si ha la sensazione di essere sul punto di perdere il controllo, la prima cosa da fare è mettere il bambino “al sicuro”, ad esempio nella culla, allontanandosi per gestire il momento e chiedere aiuto.
Link iniziativa SIMEUP : https://simeup.it/sindrome-del-bambino-scosso/#:~:text=La%20Sindrome%20del%20Bambino%20Scosso,una%20morte%20ogni%20quattro%20casi. Fonte: Aoup
