Potenziare la Polizia Locale, investire in videosorveglianza, illuminazione e rigenerazione urbana: sono queste le principali azioni messe in campo dall’amministrazione comunale di Pontedera sul fronte della sicurezza. A ribadirlo è il sindaco Matteo Franconi, che in un intervento pubblico ha voluto rispondere alle polemiche e alle domande emerse dopo il suo ultimo post sul tema.
Pontedera – «Tolte le prevedibili offese e il livore nero della tifoseria politica, restano anche domande legittime e riflessioni serie». Con queste parole il sindaco Matteo Franconi apre la sua presa di posizione sul tema della sicurezza urbana, un argomento che da settimane anima il dibattito cittadino.
Franconi chiarisce innanzitutto un punto che ritiene fondamentale: la prevenzione e la repressione dei reati sono competenza esclusiva del Ministero dell’Interno. «Le nostre – sottolinea – sono azioni collaterali e di corredo», ma non per questo secondarie. Anzi, l’amministrazione rivendica una serie di interventi concreti che, numeri alla mano, delineano una strategia articolata.
Sicurezza a Pontedera, Franconi attacca: “La destra cavalca il problema ma non offre soluzioni”
Il primo dato riguarda il potenziamento della Polizia Locale: l’organico è passato da 24 a 33 operatori, con un incremento di quasi il 40%. Un rafforzamento che ha consentito anche l’attivazione del terzo turno serale e la dotazione di dispositivi di sicurezza personale per gli agenti. A questo si aggiunge l’investimento sulla videosorveglianza: dalle 125 telecamere attualmente operative si arriverà a oltre 180, con una copertura estesa al capoluogo, alle frazioni e alla zona industriale. L’impegno economico previsto a bilancio supera il mezzo milione di euro.
Non solo controllo, però. Il Comune ha lavorato anche sul fronte dell’illuminazione pubblica, intervenendo nelle aree più carenti, e ha promosso iniziative di aggregazione sociale e animazione territoriale per favorire il presidio degli spazi pubblici nei quartieri. «La sicurezza – spiega il sindaco – passa anche dalla presenza delle persone e dalla vitalità dei luoghi». In quest’ottica si inseriscono anche le scelte urbanistiche: il piano delle opere pubbliche è stato declinato in chiave di rigenerazione delle zone più critiche e sono stati predisposti strumenti per favorire il recupero degli immobili privati dismessi.
Franconi non nasconde la complessità del tema: «Solo gli sciocchi possono pensare che queste azioni siano sufficienti e risolutive. Sappiamo bene che c’è ancora molto da fare». Ma allo stesso tempo critica chi propone soluzioni semplicistiche o slogan «che cercano solo il consenso facile» senza affrontare davvero la natura del problema.
Nel suo intervento, il sindaco tocca anche il delicato tema dell’immigrazione, respingendo l’idea che la responsabilità dei fenomeni migratori ricada sui sindaci o su una parte politica. «Come se i flussi migratori non fossero connaturati alla storia dell’uomo e come se fossero i sindaci a decidere chi entra o chi esce dal Paese», osserva. Il ruolo delle amministrazioni locali, semmai, è quello di garantire pari diritti e pari doveri a tutti i residenti, nel rispetto dell’articolo 3 della Costituzione e del principio di legalità.
Il messaggio finale è un appello alla responsabilità collettiva: la sicurezza non può essere terreno di scontro ideologico permanente. «È un tema delicato – conclude Franconi – e gestirlo con serietà dovrebbe essere cura di tutti, partiti compresi. Il rischio, altrimenti, è che uno Stato di diritto scivoli verso forme di autoritarismo illiberale». Un monito che il sindaco accompagna con uno sguardo all’attualità internazionale, invitando a osservare quanto accade oltreoceano per comprendere quanto fragile possa diventare l’equilibrio tra sicurezza e libertà.
Un intervento che, al di là delle polemiche, mette al centro dati, scelte amministrative e una visione politica chiara: la sicurezza come risultato di un lavoro lungo, complesso e condiviso.





