L’assessore Alessandro Barachini di Ponsacco difende l’uso dei fondi ministeriali per liberare Palazzo Rosa, chiarendo costi, danni pregressi e benefici per la comunità.
Le risorse ministeriali richieste e ottenute dal Comune di Ponsacco hanno trovato una destinazione precisa: la liberazione dell’immobile di via Rospicciano, noto come Palazzo Rosa. Lo ha dichiarato l’assessore con delega al Sociale, Alessandro Barachini, sottolineando come l’operazione sia stata condotta “nel rispetto di una progettazione condivisa e definita”, ora in fase di conclusione.
Barachini ha espresso stupore per le critiche ricevute da parte di chi, a suo dire, negli anni passati avrebbe causato “un danno economico e di immagine di enorme portata” e ora accusa l’Amministrazione di aver agito contro gli interessi dei cittadini. “È una narrazione che ribalta la realtà dei fatti”, ha affermato.
L’assessore ha richiamato l’attenzione su anni di gestione “improvvisata e ideologica” che, secondo lui, avrebbero minato le regole della civile convivenza, creando “vere e proprie zone franche all’interno del tessuto cittadino”. Il risultato, ha detto, sono circa 25 tentativi di sgombero falliti, ciascuno con un costo stimato tra gli 8 e i 10 mila euro, spese per bonifiche da rifiuti negli ultimi tre anni pari a circa 50 mila euro, allacciamenti abusivi a luce e acqua e un crollo del valore commerciale degli immobili della zona stimato tra il 30 e il 50 per cento, con conseguente perdita di fatturato per le attività economiche limitrofe.
“Nel complesso – ha spiegato Barachini – il danno arrecato a Ponsacco e ai suoi abitanti è quantificabile in decine di milioni di euro, senza contare la grave percezione di insicurezza subita dai cittadini”.
L’assessore ha poi voluto chiarire l’aspetto economico: le operazioni relative ai nuclei del palazzo non hanno inciso sui fondi comunali, essendo finanziate direttamente dal Ministero. “Nessuna risorsa è stata sottratta ai servizi e ai sostegni destinati alle famiglie di Ponsacco. Nessun nostro concittadino che abbia bisogno di ascolto e di aiuto sarà lasciato indietro”, ha rimarcato.
Concludendo il suo intervento, Barachini ha risposto alle critiche sul viaggio a Roma per ottenere il contributo ministeriale: “Se essere andati a Roma per ottenere un contributo finalizzato a liberare Palazzo Rosa, e averlo concretamente utilizzato per questo obiettivo, significa assumersi la responsabilità di aver agito nell’interesse della comunità, allora sì: mi dichiaro colpevole”.





