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Santa Croce vara il piano di protezione civile

06:03

Il Comune di Santa Croce sull’Arno vara ufficialmente il nuovo piano di protezione civile dopo aver incassato l’ok della Regione Toscana.

«Quello che abbiamo approvato giovedì sera in consiglio comunale è uno strumento fondamentale per la sicurezza del territorio e dei cittadini. Dopo il via libera della giunta comunale, l’approvazione da parte dei tecnici della Regione Toscana, con questo ultimo passaggio nel nostro consiglio si è chiuso l’iter legislativo per rendere ufficiale e operativo il piano di protezione civile di Santa Croce sull’Arno».

A dirlo è il sindaco Roberto Giannoni al termine dell’ultima seduta nella sala consiliare, non senza un pizzico di soddisfazione, di aver contribuito a fare una cosa che va a vantaggio di tutte le componenti del territorio.

«È la prima volta – continua il sindaco – che il nostro comune viene dotato di uno strumento così importante e strutturato. Questo piano inoltre, è stato realizzato con la collaborazione delle associazioni di volontariato del territorio, ovvero la Misericordia di Santa Croce e la Pubblica Assistenza, anzi colgo l’occasione per ringraziarle del lavoro fatto. Inoltre il loro apporto sarà fondamentale nel processo di informazione alla popolazione, attraverso iniziative rivolte alla varie fasce di cittadini sui comportamenti da tenere da parte della popolazione in caso di calamità».

Il piano di protezione civile di Santa Croce sull’Arno è stato strutturato tenendo conto di 7 tipologie di eventi di allerta: il primo e più impegnativo è il rischio idraulico del reticolo principale (il fiume Arno), il rischio idrogeologico – idraulico del reticolo minore, il rischio temporali forti, il rischio sismico (Santa Croce è classificata come zona 3, a basso rischio), il rischio vento forte, il rischio neve e ghiaccio, il rischio incendio boschivo. Un piano quindi che si struttura per mettere al sicuro i cittadini e successivamente le attività produttive in tutti questi scenari, attraverso la definizione di modelli e protocolli con cui reagire alle varie criticità.

Il piano, articolato e preciso, è studiato per essere sistematicamente aggiornato sulla base delle varie esigenze che si possano verificare. È stato realizzato da un gruppo di lavoro composto da amministratori, tecnici del comune e consulenti esterni. I redattori sono i tecnici della Formise, azienda esterna di consulenza. Per loro al piano di Santa Croce hanno lavorato Dario Fanciullacci e Riccardo Gaddi, ingegnere esperto di protezione civile, per oltre 30 anni ha seguito i vari eventi in provincia di Lucca gestendo anche situazioni gravi come l’esondazione del fiume Serchio del 2009 e le criticità sismiche della Garfagnana degli ultimi 20 anni. Per il rischio incendio invece il tecnico che ha redatto il piano di protezione civile è Alessandro Biserni della Dream Italia; per il comune l’apporto tecnico è stato garantito dalla dirigente Paola Bucci e dai responsabili del settore ambiente Enrico Mori e Guglielmo Carmignani. Alla parte politico amministrativa invece vi hanno partecipato il sindaco Giannoni e il consigliere delegato alla protezione civile Toni Castellani, persona di lunga esperienza nel mondo del volontariato e della prociv.

Proprio Castellani al termine del consiglio ha spiegato: «Questo piano è stato strutturato tenendo conto, da un lato delle criticità che si possono verificare a Santa Croce, ma allo stesso tempo anche delle potenzialità del sistema di protezione civile del nostro comune. Sarebbe inutile studiare un piano che non valuti le potenzialità del comune in termini di volontari e risorse, perché poi non potrebbe essere attuato. Questo quindi è un piano che calza perfettamente al paese e alle varie zone del territorio comunale, ciascuna con le proprie problematiche. Nel piano infatti sono state individuate anche le varie aree strategiche da dove possano essere coordinati i volontari e tutti coloro che lavorano al sistema di protezione civile. Sono poi state definite le strutture da preservare e soprattutto i protocolli da seguire a seconda delle varie criticità, ora ci sarà gradualmente da prepararsi e addestrarsi per i vari scenari».

Nel piano di protezione civile sono state individuate anche le procedure per tutelare e mettere in sicurezza le persone fragili, che hanno difficoltà a muoversi o ad essere evacuate. Questo protocollo è stato spiegato durante il consiglio: si basa sull’innalzamento del livello dell’Arno rilevato dalla stazione di Fucecchio. Il primo livello di allerta scatta a 3,5 metri, il secondo a 4,5 e in questo caso viene aperto il bacino di Roffia. A questo punto è stimato che prima di un eventuale, e si spera remota, esondazione dell’Arno la protezione civile avrà circa 13 ore per evacuare in via precauzionale tutte le persone fragili. Questo protocollo è stato studiato specificatamente per tutti i soggetti più deboli, perché come ha commentato più volte il sindaco Giannoni «un piano è valido e fatto bene se riesce a tenere conto di tutti i cittadini, nessuno deve essere trascurato o lasciato indietro».

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