Il segretario generale Michele Mezzanotte risponde alle critiche di Confindustria e di alcune analisi giornalistiche: «Nessun buco nei conti dello Stato, nessun dumping salariale. Oggi una legge di 40 anni fa costringe le nostre imprese a scegliere tra assumere e restare artigiane»
PISA. Confartigianato Imprese Pisa scende in campo a sostegno della riforma della legge quadro dell’artigianato, la legge 443 del 1985, e respinge le critiche di Confindustria e di alcune analisi giornalistiche apparse negli ultimi giorni.
«Si sta raccontando una riforma che non esiste», dichiara Michele Mezzanotte, segretario generale di Confartigianato Imprese Pisa. «Anche sul nostro territorio ci sono imprenditori che rinunciano ad assumere un dipendente in più per non perdere la qualifica artigiana. È un tappo alla crescita e all’occupazione che va tolto.
In un Paese che si lamenta del “nanismo” delle imprese, è paradossale che qualcuno abbia paura degli artigiani che vogliono crescere».
Confartigianato smonta punto per punto le obiezioni: «la riforma sorride anche ai conti pubblici – si legge nella nota di Confartigianato Pisa – perché l’allargamento dell’obbligo di iscrizione alla Gestione speciale artigiani per titolari e soci porterà maggiori entrate contributive».
«Inoltre non nascerà alcuna “zona grigia” tra artigianato e industria: la riforma prevede l’obbligo di iscrizione all’Albo per tutte le imprese che ne hanno i requisiti, eliminando ogni discrezionalità.
Infondato anche l’allarme sul dumping salariale: la qualifica artigiana non obbliga ad applicare un contratto collettivo specifico. Già oggi un’impresa artigiana può applicare contratti industriali e viceversa, e i contratti firmati dalle organizzazioni artigiane con Cgil, Cisl e Uil si applicano ben oltre i limiti della legge del 1985, nell’edilizia fino alle imprese con 250 dipendenti», conclude Confartigianato.
«La revisione della legge quadro l’ha chiesta anche il Presidente della Repubblica, all’Assemblea di Confartigianato del 2024», ricorda Mezzanotte. «In Francia e Germania si può essere artigiani con decine o centinaia di dipendenti.
L’artigianato non deve essere una gabbia, ma una qualifica fondata sul lavoro e sulle competenze dell’imprenditore, come riconosce l’articolo 45 della Costituzione».





