Il bilancio della Polizia locale: a metà ottobre già superati i numeri di tutto il 2025. Tre inchieste ambientali hanno portato a scoprire fatture false e furti per oltre 300mila euro.
PONTEDERA – Sacchetti aperti uno per uno, fototrappole, servizi in borghese e indagini che, partite da un cumulo di rifiuti abbandonati, arrivano fino a reati ben più gravi. È il quadro dell’attività di contrasto agli illeciti ambientali della Polizia locale di Pontedera, presentato insieme ai numeri del 2026. I dati sono aggiornati a metà ottobre e hanno già superato quelli dell’intero 2025.
I numeri
Nel 2025 erano state elevate 43 sanzioni amministrative. Le notizie di reato trasmesse all’Autorità giudiziaria erano state 6, di cui 3 ammesse alla procedura asseverata, cioè il percorso che consente di estinguere la contravvenzione rispettando le prescrizioni impartite. Nel 2026, in poco più di nove mesi, le sanzioni sono già 54 (+25,6%). Le notizie di reato sono salite a 11 (+83,3%) e 8 di queste sono state ammesse alla procedura asseverata. Il bilancio è destinato a crescere: altre 7 indagini sono in fase di definizione e con ogni probabilità si chiuderanno con altrettante notizie di reato.
Il Gruppo sicurezza urbana
Sul fronte ambientale lavora il Gsu, il Gruppo sicurezza urbana, composto da 6 agenti sui 30 in servizio nel corpo. Le attività vanno dal semplice controllo del corretto conferimento dei rifiuti fino a indagini complesse e articolate.
«Non ci avvaliamo soltanto delle fototrappole, ma anche del lavoro dei miei colleghi, che i sacchetti li aprono con le proprie mani», spiega il commissario di Polizia Locale Marina Novi. All’incontro era presente anche l’agente scelto Alessio Manfroni. «Facciamo anche servizi in borghese – prosegue Novi – e per alcune attività d’indagine abbiamo utilizzato l’intelligenza artificiale, ad esempio per tradurre testi in cirillico. Le indagini in corso proseguono e la nostra attenzione resta massima».
Il caso ex Automar
Tra le operazioni più rilevanti dell’anno c’è il sequestro preventivo dell’area ex Automar, disposto a luglio ai sensi dell’articolo 321 del codice di procedura penale. All’interno dei locali sono state accertate circa 2.000 tonnellate di rifiuti. Tutto è partito da una pattuglia che, durante un normale controllo sul territorio, si è accorta della discarica. I rifiuti sono ancora presenti nell’area, in attesa dell’intervento del pubblico ministero. Il procedimento riguarda l’ipotesi di attività di gestione di rifiuti non autorizzata (art. 256 del D.Lgs. 152/2006). Da questo procedimento sono nati altri filoni d’indagine, gestiti interamente dalla Polizia locale e tuttora in corso, sulle ipotesi di invasione di edifici e violazione di sigilli. Gli agenti che hanno partecipato all’operazione riceveranno un encomio domani, martedì 20 ottobre, a Bergamo, durante la quinta edizione del Forum Polizia Locale.
Dai rifiuti alle fatture false
Il secondo caso riguarda un’indagine avviata nel 2025 e chiusa nei primi mesi del 2026 per abbandono di rifiuti da parte di privati (artt. 192 e 255 del Testo unico ambientale). Dopo mesi di verifiche gli agenti hanno individuato e denunciato i due responsabili delle violazioni ambientali. Hanno inoltre deferito all’Autorità giudiziaria una terza persona per emissione di fatture false.
Rifiuti pericolosi e furti aggravati
Il terzo caso è partito dall’abbandono di rifiuti pericolosi. Le indagini del Gsu hanno ricostruito un quadro indiziario che si è poi intrecciato con due procedimenti per furto aggravato, seguiti rispettivamente dai Carabinieri di Capannori e da quelli di Pontedera. L’attività ha portato a identificare un uomo di nazionalità straniera con numerosi precedenti, ritenuto coinvolto in diversi episodi per un valore complessivo superiore ai 300mila euro. Gli elementi raccolti nell’indagine ambientale sono stati determinanti per permettere ai Carabinieri di collegare due furti che fino a quel momento venivano trattati come vicende separate.
«Ragionare solo in ottica di sanzioni è una sconfitta – sottolinea l’assessore all’Ambiente Alessandro Puccinelli –. L’azione sanzionatoria non può essere l’unica strada. Bisogna continuare con i progetti di educazione portati avanti da Geofor nelle scuole e con le campagne casa per casa di informazione e sensibilizzazione».
L’assessora con delega alla Polizia locale Eleonora Pini ringrazia gli agenti: «Il loro è un lavoro quotidiano e minuzioso, che arriva fino al controllo dei singoli sacchetti. I risultati ci sono, ma il lavoro da fare è ancora tanto».





