Scopri come difenderti dal ricatto sessuale online (sextortion). Consigli della Polizia Postale: strategie per proteggere adulti e minori dai truffatori sui social.
Un semplice “mi piace” a una foto pubblicata sui social può trasformarsi in un incubo. Negli ultimi anni, casi di sextortion, il cosiddetto ricatto sessuale, si sono moltiplicati in Toscana, colpendo sia adulti sia minori. La provincia di Pisa non è esente: solo recentemente, infatti, ci è giunta notizia di un tentativo di truffa a Calcinaia, prontamente sventato grazie alla prontezza della persona coinvolta, che ha immediatamente avvertito le forze dell’ordine.
Il fenomeno della sextortion nasce dall’astuzia dei criminali informatici, che approfittano della fiducia e della curiosità degli utenti dei social network. Il primo passo consiste nell’instaurare un contatto apparentemente innocuo: il truffatore crea un profilo falso, si spaccia per ragazzo o ragazza gentile e disponibile, e comincia a interagire con le potenziali vittime. Gli apprezzamenti sui post e le conversazioni amichevoli servono a creare un legame emotivo, una sensazione di fiducia che presto si rivelerà ingannevole.
Una volta conquistata la confidenza, il criminale propone lo scambio di immagini intime, presentandolo come un gioco o un gesto di complicità affettiva. Qui scatta la trappola: dopo aver ricevuto il materiale, l’estorsore minaccia di diffonderlo a tutti i contatti, amici e parenti, a meno che la vittima non paghi una somma di denaro.
Il meccanismo è spietato: la paura dell’esposizione e la vergogna portano spesso le vittime a non confidarsi con nessuno, alimentando il senso di isolamento e aumentando il potere del ricattatore. Come sottolinea la Polizia Postale, chi cade in questa trappola non è responsabile del crimine subito: si tratta di criminali organizzati che sfruttano le fragilità emotive e le curiosità personali, non di colpe personali.
Per difendersi, gli esperti raccomandano alcune azioni fondamentali:
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Non cedere al ricatto pagando: pagare non risolve il problema, anzi incoraggia gli estorsori a continuare e a incrementare le richieste;
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Non vergognarsi per aver condiviso immagini intime: il reato è degli estorsori, non delle vittime;
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Conservare le prove: non cancellare i messaggi, non chiudere i profili social e fare screenshot di conversazioni, minacce e del profilo dell’estorsore;
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Denunciare immediatamente: rivolgersi alla Polizia o segnalare il caso sul portale www.commissariatodips.it è fondamentale. Non affrontare da soli il problema aumenta il rischio di ulteriori abusi.
Il caso di Calcinaia rappresenta un esempio positivo: la persona contattata ha riconosciuto subito i segnali di truffa e ha agito prontamente, evitando il ricatto e contribuendo a rendere più sicuro il territorio. Tuttavia, molti casi in Toscana non vengono denunciati, spesso per vergogna o paura, consentendo ai criminali di continuare indisturbati.
Parlare del problema e diffondere consapevolezza sono strumenti essenziali per combattere la sextortion. Minori, giovani e adulti devono essere educati a riconoscere segnali sospetti, proteggere la propria privacy online e sapere a chi rivolgersi in caso di difficoltà. La sicurezza in rete non è solo una questione tecnologica: è anche culturale e sociale.
Conoscere i rischi, proteggersi e denunciare non è segno di debolezza. Al contrario, è un modo per affermare la propria dignità e proteggere sé stessi e gli altri da chi sfrutta paura e fragilità per arricchirsi. In un mondo sempre più digitale, informazione e prudenza restano le armi migliori contro criminali astuti e spietati.





