Referendum giustizia: vince il No in Toscana, Pisa e Pontedera. Papiani (PD): “Risultato oltre le aspettative, segnale forte anche dai giovani”.
Il “No” prevale in Toscana nel Referendum sulla giustizia, confermando una tendenza che si riflette anche a livello provinciale e locale. Nella regione il risultato si attesta al 58,16% per il No contro il 41,84% per il Sì; numeri molto simili in provincia di Pisa (No 58,36%, Sì 41,64%) e leggermente più contenuti ma comunque netti a Pontedera, dove il No raggiunge il 56,05% (Sì 43,95%).
Un esito che soddisfa il Partito Democratico locale. “È un risultato che ci rende estremamente soddisfatti – commenta Francesco Papiani, segretario del Partito Democratico di Pontedera, a VTrend –. A livello nazionale è stata premiata la campagna referendaria dei comitati per il No, che hanno spiegato nel merito una riforma che ritenevamo non corretta”.
Secondo Papiani, il dato più rilevante riguarda la natura del voto: “Il risultato va ben oltre le aspettative e dimostra che non si tratta soltanto di un voto politico o identitario. Una parte può essere stata anche politicizzata, ma i numeri indicano chiaramente una partecipazione più ampia”.
A Pontedera, infatti, emerge un elemento significativo: i voti per il No superano di circa 1.600 unità quelli ottenuti dal centrosinistra alle elezioni comunali del 2024 (7.800 contro 6.200). Un dato che, secondo il segretario dem, evidenzia come il consenso si sia esteso oltre il tradizionale elettorato di riferimento.
Non solo. “Nonostante una platea di votanti leggermente inferiore rispetto alle comunali – circa 21mila elettori contro i 22mila delle amministrative – si registrano circa 1.800 voti in più per il No. Questo significa che non può essere letto soltanto come un voto di protesta, ma come qualcosa di più strutturato”, aggiunge Papiani.
Tra gli aspetti più positivi, viene sottolineata anche la partecipazione dei giovani: “Si è vista una forte affluenza giovanile in tutta la città. Al di là del risultato, questo è già un segnale molto importante”.
Infine, lo sguardo si sposta sul futuro politico: “Non è una questione di reazioni del governo, perché non era questo il tema del referendum. È però un segnale per tutto il centrosinistra, che deve sapersi organizzare in vista delle prossime elezioni politiche, partendo da questo risultato”.





