Sulla SP44 Santa Croce–Ponte a Egola si registrano oltre 20 incidenti per chilometro, il dato più alto della provincia. È quanto emerge dall’analisi presentata dalla Provincia di Pisa durante il convegno sulla mobilità sostenibile, che fotografa le arterie con la maggiore concentrazione di incidentalità sul territorio.
Nel 2008 il picco, poi una progressiva diminuzione delle vittime sulle strade, in linea con gli obiettivi europei. Ma la sfida resta aperta: il 90% degli incidenti è ancora legato al fattore umano e la rete infrastrutturale provinciale presenta criticità che richiedono interventi costanti e investimenti strutturali. Sono i dati emersi durante il convegno sulla Mobilità sostenibile: ambiente, sicurezza ed educazione stradale, organizzato da Automobile Club Pisa, nel quale è intervenuto l’ingegner Cristiano Ristori, dirigente del Settore Viabilità, Trasporti e Protezione Civile della Provincia di Pisa.
Al centro dell’incontro il quadro strategico europeo e nazionale. Il Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030, approvato nel 2022, recepisce l’indirizzo dell’Unione Europea e dell’Agenda ONU 2030: ridurre del 50% vittime e feriti gravi entro il 2030 rispetto ai dati del 2019, con l’obiettivo finale della “Vision Zero”, azzerare le vittime entro il 2050
Un cambio di paradigma che si fonda sul cosiddetto “Safe System”, un approccio che supera la visione fatalistica dell’incidente come inevitabile prezzo della mobilità. Cinque i pilastri individuati: strade più sicure, veicoli più sicuri, comportamenti responsabili degli utenti, velocità adeguate alla tipologia di strada e assistenza post-incidente
E proprio sul comportamento umano si concentra uno dei dati più significativi: secondo le stime illustrate nel corso del convegno, l’errore umano contribuisce al 90% degli incidenti stradali
Anche le prospettive legate alla guida autonoma, pur promettenti, non rappresentano una soluzione immediata: i veicoli di livello 5 saranno diffusi solo tra il 2030 e il 2040 e incideranno inizialmente per una quota limitata, stimata tra l’1% e il 4% delle percorrenze complessive
Senza contare i rischi tecnologici legati a sensori, software e cybersecurity.
Ma è sul territorio provinciale che i numeri richiamano l’attenzione. L’analisi della Provincia di Pisa evidenzia alcune arterie con un’incidentalità particolarmente elevata in rapporto ai chilometri: la SP44 Santa Croce–Ponte a Egola registra 20,56 incidenti per chilometro; seguono la SP1 della Botte con 11,81 e la SP23 di Gello con 11 incidenti per chilometro. Tra le strade più trafficate figurano anche la SP224 di Marina di Pisa (8,97 inc/km) e la SP2 Vicarese (7,87 inc/km)
Altro capitolo cruciale è quello dei ponti e delle infrastrutture. Tra il 2017 e il 2018 sono stati investiti 215 mila euro per ispezioni visive, mentre nel triennio 2019-2021 ulteriori 150 mila euro sono stati destinati a controlli periodici sui ponti classificati a rischio medio-alto
Dalle verifiche è emerso un dato significativo: un numero molto elevato di passaggi con carichi superiori alle 44 tonnellate non risultava autorizzato dall’ufficio competente
Le ispezioni 2024-2025 su 79 ponti hanno portato a 30 informative urgenti, 24 prove di carico suggerite e 6 valutazioni di livello 4. Inoltre, 24 ponti presentano una classe di attenzione alta per rischio sismico, 2 per rischio idraulico e 1 per rischio frane
Il fabbisogno manutentivo, viene evidenziato, è in crescita costante dal 2018, mentre aumentano le responsabilità amministrative, tecniche e finanziarie legate alla gestione della rete viaria. Una situazione che impone programmazione, monitoraggio continuo e investimenti adeguati.
Il messaggio emerso dal convegno è chiaro: la sicurezza stradale non può essere affidata solo alle infrastrutture o alla tecnologia. Serve un’azione integrata che coinvolga istituzioni, scuola, mondo associativo e cittadini, perché – come sottolineato – ridurre l’incidentalità significa agire contemporaneamente su prevenzione, controllo e cultura della sicurezza.





