Banche, in provincia di Pisa persi 96 sportelli in dieci anni: il rapporto IRPET accende i riflettori sui territori più fragili.
La rete bancaria si riduce anche nel Pisano. Tra il 2015 e il 2025 le filiali sono passate da 280 a 184. L’istituto regionale ha elaborato un indice per individuare i Comuni più esposti alla rarefazione dei servizi, considerando anche anziani, imprese e accessibilità.
La presenza delle banche sul territorio si riduce e il fenomeno riguarda anche la provincia di Pisa. In dieci anni, dal 2015 al 2025, gli sportelli bancari sono passati da 280 a 184, con una perdita di 96 filiali e una diminuzione del 34%.
È quanto emerge dal rapporto La rarefazione dei servizi bancari in Toscana. Un indice di rischio comunale, realizzato dall’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana (IRPET) su incarico della Regione.
Il dato provinciale si inserisce in una tendenza più ampia che interessa l’intera regione. Nel 2008 la Toscana contava 2.541 sportelli bancari, scesi a 2.265 nel 2015 e a 1.410 nel 2025. Nell’ultimo decennio considerato, la riduzione è stata del 38%. Nello stesso periodo, i Comuni toscani senza alcuno sportello sono passati da 12 a 31, mentre quelli con una sola filiale sono aumentati da 39 a 58.
Il rapporto IRPET non si limita a contare le chiusure. La ricerca propone un indice comunale che prende in considerazione tre aspetti: la presenza di sportelli e di servizi alternativi, la disponibilità dell’offerta bancaria rispetto alle esigenze di famiglie e imprese e la vulnerabilità demografica e insediativa, legata in particolare alla presenza di anziani e alla dispersione della popolazione sul territorio.
L’obiettivo è distinguere le situazioni in cui la chiusura di una filiale può essere compensata da altri servizi da quelle in cui la riduzione della rete fisica rischia di rendere più difficile l’accesso alle operazioni bancarie.
Secondo lo studio, i Comuni collocati nei due quintili più critici dell’indice sono 109, pari al 40% dei Comuni toscani. In questi territori risiede l’11,7% della popolazione regionale e si concentra il 9,1% delle imprese. Si tratta soprattutto di realtà di dimensioni contenute, nelle quali la diminuzione dei servizi può sommarsi a fragilità demografiche e difficoltà di collegamento.
Per la provincia di Pisa, IRPET individua un livello medio di criticità complessiva. Il rapporto segnala che il risultato è influenzato soprattutto dal deficit di presidio territoriale nei Comuni collinari e interni.
Nelle tabelle dello studio, 15 Comuni sui 37 della provincia ricadono nei due quintili di maggiore criticità. Rappresentano il 41% del totale provinciale, ma raccolgono l’8,6% della popolazione, il 6,3% delle imprese e il 5,5% degli addetti. Questi valori si riferiscono all’indice complessivo e non significano che tutti i Comuni interessati siano privi di sportelli.
Il quadro richiede quindi una lettura che vada oltre il semplice numero delle filiali rimaste aperte. Un territorio può risultare esposto anche quando dispone ancora di una banca, se l’offerta è insufficiente rispetto alle necessità locali o se una parte dei residenti incontra difficoltà nell’utilizzo dei canali digitali.
La progressiva riduzione degli sportelli modifica il rapporto tra banche, famiglie e attività economiche. Molte operazioni ordinarie possono ormai essere effettuate attraverso applicazioni e servizi online, ma questa possibilità non è ugualmente accessibile a tutti.
Le persone anziane, chi ha minori competenze digitali e chi vive in località distanti dai principali centri possono incontrare maggiori difficoltà. Anche per le piccole imprese la presenza fisica di una banca può avere un ruolo importante, soprattutto quando è necessario confrontarsi direttamente con un interlocutore per valutare finanziamenti e investimenti.
IRPET sottolinea che gli effetti della rarefazione bancaria dipendono dalle caratteristiche dei singoli territori. Per questo, tra le possibili risposte indica soluzioni differenziate: sportelli periodici o mobili, presidi condivisi, accordi con altri punti di servizio e iniziative di accompagnamento digitale per gli utenti più fragili.
Per la Valdera, i dati provinciali rappresentano un elemento di contesto, ma non consentono da soli di stabilire quali Comuni dell’area siano maggiormente esposti. Il rapporto non utilizza la Valdera come specifica unità territoriale nella propria classificazione: per individuare le situazioni locali è necessario fare riferimento alle mappe comunali dell’indice e alle singole dimensioni di rischio.
Resta il dato generale: in provincia di Pisa, tra il 2015 e il 2025, oltre uno sportello bancario su tre è scomparso. Un cambiamento che pone al centro il tema dell’accessibilità ai servizi essenziali, soprattutto nei territori in cui la distanza fisica e le caratteristiche della popolazione rendono più difficile sostituire la filiale con i servizi digitali.





