Nursing Up Toscana: «Non serve l’ennesima denuncia. AOUP apra un confronto vero su organici, flussi, See & Treat, Fast Track e boarding. Vogliamo dati, tempi e responsabilità»
Si riporta integralmente il comunicato stampa di NURSING UP TOSCANA – Sindacato degli Infermieri e delle Professioni Sanitarie
“Le immagini e le segnalazioni che continuano ad arrivare dal Pronto Soccorso di Cisanello non possono più essere archiviate come una sequenza di giornate eccezionali.
La stampa locale del 21 ottobre riferisce, sulla base di un sopralluogo e delle segnalazioni raccolte, di circa 105 persone presenti o in attesa, di punte che avrebbero raggiunto 147 pazienti contemporaneamente nella struttura e di oltre 100 ambulanze giunte nell’arco delle 24 ore. Numeri che, proprio perché estremamente rilevanti, devono ora essere verificati e accompagnati dai dati ufficiali dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.
Nursing Up Toscana ritiene che sia arrivato il momento di cambiare metodo. Da anni il Pronto Soccorso torna ciclicamente sulle pagine dei giornali: sovraffollamento, carichi di lavoro, personale sotto pressione, attese, difficoltà di ricovero e permanenze prolungate. Le denunce sono necessarie, ma non possono diventare un rito che si ripete senza produrre una modifica misurabile dell’organizzazione.
«Non vogliamo aggiungere la nostra voce al coro di chi fotografa il problema e il giorno dopo passa ad altro. Un sindacato deve denunciare, certamente, ma deve anche mettere sul tavolo soluzioni, pretendere numeri, assumersi la responsabilità delle proprie proposte e verificare ciò che l’Azienda realizza davvero» dichiara Nursing Up Toscana.
Per questo il sindacato chiede ad AOUP l’apertura di un confronto specifico sulla rimodulazione organizzativa del Pronto Soccorso, partendo da una fotografia trasparente degli ultimi dodici mesi: accessi per fascia oraria e livello di priorità, numero massimo di pazienti contemporaneamente presenti, tempi di attesa e permanenza, fenomeno del boarding, utilizzo delle Shock Room, flussi delle ambulanze, personale effettivamente presente nei diversi turni, articolazione del personale giornaliero e turnista, assenze, straordinario e ricorso alle prestazioni aggiuntive.
Il tema, per Nursing Up, non è semplicemente chiedere “più personale” in modo indistinto. La questione è stabilire quanti professionisti siano realmente necessari, dove debbano essere collocati e in quali fasce orarie. Il fabbisogno deve essere costruito sulle postazioni e sui carichi assistenziali effettivi: Shock Room, Triage, moduli assistenziali, percorsi di bassa complessità, See & Treat e Fast Track, garantendo contemporaneamente sicurezza, riposi, formazione e sostenibilità della turnazione.
La presenza di personale concentrato prevalentemente nelle fasce diurne deve essere analizzata senza pregiudizi: se l’andamento degli accessi e della complessità assistenziale dimostrerà la necessità di una diversa distribuzione tra mattina, pomeriggio e notte, l’organizzazione dovrà essere adeguata ai bisogni reali del servizio e non mantenuta soltanto perché storicamente costruita in quel modo.
Nursing Up propone inoltre il rilancio strutturale del See & Treat e un ampliamento concreto dei Fast Track, costruito insieme alle strutture specialistiche interessate. Questi percorsi non possono essere soluzioni da rispolverare nei momenti di maggiore congestione: devono diventare strumenti ordinari, dotati di protocolli, personale formato e indicatori di risultato.
Un altro nodo riguarda la gestione della media intensità assistenziale. Occorre valutare percorsi e spazi dedicati per quei pazienti che necessitano di monitoraggio e assistenza elevata – ad esempio pazienti in ventilazione non invasiva – senza dover occupare impropriamente e per tempi prolungati le postazioni di Shock Room.
Allo stesso modo, è necessario intervenire sulla qualità dell’attesa, sulla comunicazione con utenti e caregiver, sulla prevenzione delle aggressioni e sulla configurazione degli spazi. Anche i percorsi interni dei pazienti critici devono essere riesaminati sotto i profili della sicurezza, della dignità e della riservatezza.
Ma il punto centrale resta il boarding. Un paziente che ha concluso l’iter di emergenza e rimane per ore in Pronto Soccorso in attesa di ricovero non rappresenta più un problema della sola struttura di Emergenza-Urgenza: è un problema dell’intero ospedale. Il sovraffollamento non si risolve chiedendo al personale del PS di assorbire indefinitamente le inefficienze dei percorsi di uscita.
Per questo Nursing Up chiede che il confronto coinvolga non soltanto il Pronto Soccorso, ma anche Direzione aziendale, Direzione delle professioni sanitarie, strutture di ricovero, bed management e, per i profili di competenza, la rete territoriale e l’Azienda USL Toscana nord ovest.
LE RICHIESTE DI NURSING UP TOSCANA
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Pubblicazione e condivisione dei dati organizzativi e assistenziali del Pronto Soccorso degli ultimi 12 mesi;
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Verifica tecnica della dotazione organica e della distribuzione delle presenze nelle 24 ore sulla base dei carichi reali;
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Progetto operativo per il rilancio stabile di See & Treat e Fast Track;
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Valutazione di un percorso/area a media intensità assistenziale;
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Piano di intervento sul boarding e sui tempi di accesso al ricovero;
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Revisione degli spazi, dei percorsi interni, dell’accoglienza e delle misure di prevenzione dei conflitti e delle aggressioni;
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Istituzione di un tavolo tecnico con obiettivi, responsabilità, indicatori e scadenze verificabili.
«Agli infermieri e agli altri professionisti del Pronto Soccorso non serve sapere ancora una volta che la situazione è difficile: lo vivono ogni giorno. Serve sapere cosa si farà, con quali risorse, entro quali tempi e chi risponderà dei risultati.»
Nursing Up Toscana è disponibile a presentare una propria proposta tecnica di riorganizzazione. Ma chiede all’AOUP un cambio di passo: meno gestione dell’emergenza a posteriori e più programmazione. E chiede a tutto il sistema delle relazioni sindacali di misurarsi finalmente sul merito delle soluzioni. Perché limitarsi a raccontare periodicamente ciò che non funziona non è più sufficiente.”
Nota per le redazioni
I numeri richiamati in apertura sono riferiti a quanto pubblicato dalla stampa locale il 20-21 ottobre 2026 e non vengono presentati da Nursing Up come dati certificati AOUP. Il sindacato chiede proprio all’Azienda di renderli verificabili attraverso la diffusione dei dati ufficiali.





