Giovanni Russo: «Innovare non può significare automaticamente cancellare i servizi di prossimità». Il Pd sostiene la raccolta firme promossa dal centrosinistra di Montecatini.
L’annuncio della definitiva chiusura della filiale della Cassa di Risparmio di Volterra a Ponteginori preoccupa il Partito Democratico di Pisa.
Il segretario della federazione provinciale, Giovanni Russo, interviene sulla vicenda chiedendo alla banca di rivedere la decisione e di tornare a valutare una soluzione alternativa per mantenere un presidio sul territorio.
Il Pd provinciale sostiene in particolare la posizione del gruppo Centrosinistra per Montecatini, che fin dall’inizio ha sollevato la questione e promosso una raccolta firme tra i cittadini con l’obiettivo di scongiurare la chiusura dello sportello.
«Oggi, di fronte alla prospettiva concreta della chiusura, riteniamo necessario fare un passo indietro e ascoltare le ragioni di una comunità che chiede semplicemente di non essere lasciata sola», afferma Russo.
Secondo il segretario provinciale del Pd, il tema non riguarda soltanto l’organizzazione del servizio bancario, ma anche il ruolo che uno sportello fisico può avere in un territorio caratterizzato da piccoli centri e da una popolazione anziana.
«Siamo favorevoli all’innovazione e agli strumenti tecnologici quando rappresentano un’opportunità di progresso e semplificazione – sottolinea Russo –. Ma innovare non può significare automaticamente cancellare i servizi di prossimità, soprattutto nelle aree interne e nei territori più fragili».
Il riferimento è alla Val di Cecina, territorio che, secondo il Pd, deve confrontarsi con fenomeni come lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione.
«Qui il rapporto umano, la presenza fisica di un servizio, la possibilità di parlare con una persona e di ricevere un aiuto non sono elementi secondari: sono parte integrante della qualità della vita e della coesione delle nostre comunità», sostiene Russo.
La filiale di Ponteginori, prosegue il segretario del Pd pisano, non rappresenterebbe un servizio rivolto esclusivamente alla frazione, ma un punto di riferimento anche per altre realtà della zona.
«Ponteginori, inoltre, non è una realtà isolata. Lo sportello rappresenta un punto di riferimento per numerose frazioni, per le campagne e per tante persone che vivono e lavorano in questa parte della Val di Cecina».
Da qui la preoccupazione per le conseguenze che la chiusura potrebbe avere sul territorio. Per Russo, infatti, la riduzione dei servizi rischierebbe di contribuire a un ulteriore impoverimento delle aree interne, già alle prese con il calo della popolazione.
Nel comunicato viene affrontato anche il tema dell’accessibilità ai servizi bancari per le persone anziane e per chi ha poca familiarità con gli strumenti digitali.
Russo richiama la presenza in Italia di milioni di persone con più di 80 anni e sottolinea come, soprattutto nelle aree interne, siano numerosi gli anziani che possono avere difficoltà nell’utilizzo degli strumenti digitali o che necessitano dell’assistenza di un operatore.
«Pensiamo alla gestione del proprio conto, al pagamento delle utenze, alla necessità di effettuare un’operazione o semplicemente di avere qualcuno a cui rivolgersi in caso di difficoltà», osserva.
Per il segretario del Pd, quindi, la sostituzione del personale con un bancomat non sarebbe equivalente sotto il profilo sociale.
«Può essere una soluzione tecnologicamente efficiente, ma non può essere considerata equivalente dal punto di vista sociale e umano», afferma.
Il Pd chiede quindi alla Cassa di Risparmio di Volterra di tornare a valutare una soluzione già individuata in precedenza: la presenza del personale alcuni giorni a Ponteginori e altri a Montecatini.
Secondo Russo, questa ipotesi potrebbe rappresentare un punto di equilibrio tra le esigenze organizzative della banca e la necessità di mantenere un servizio sul territorio.
«La soluzione precedentemente individuata, con la presenza del personale alcuni giorni a Ponteginori e altri a Montecatini, rappresentava a nostro avviso un buon equilibrio: consentiva di mantenere un servizio sul territorio, garantendo al tempo stesso una razionalizzazione dell’organizzazione».
L’appello è dunque rivolto alla banca affinché quella soluzione venga nuovamente presa in considerazione.
«È il momento di fare un passo indietro, ascoltare i cittadini e cercare una soluzione che tenga insieme le esigenze organizzative della banca e quelle, altrettanto importanti, di una comunità», conclude Russo.
«Perché nei territori come la Val di Cecina un servizio in più può sembrare poco, ma la sua assenza può significare molto».





