Da oggi, in via Indipendenza all’angolo con via Aldo Moro, in prossimità del Teatro Era, c’è una lapide che ricorda i Caduti della strage di via Fani.
Il 16 marzo 1978 un commando brigatista che rapì il presidente della Democrazia Cristiana fece fuoco uccidendo i cinque uomini della scorta, formata da Poliziotti e Carabinieri: Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Giulio Rivera, Raffaele Iozzino e Francesco Zizzi.

Oggi, a 48 anni dalla strage, è stata scoperta a Pontedera, in via Indipendenza angolo via Aldo Moro, una stele promossa dall’Associazione Nazionale Polizia di Stato e dall’Associazione Nazionale Carabinieri.
Promotore dell’iniziativa è stato il Cav. Calogero Pace, Presidente dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato di Pontedera, che ha letto la lettera di S.E. il Prefetto di Pisa, Dott.ssa Maria Luisa d’Alessandro.
Il monumento è stato inaugurato dal Sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, insieme al Sindaco di Volterra, Giacomo Santi, al Sindaco di Santa Maria a Monte, Manuela Del Grande, al Vice Sindaco di Capannoli, Simona Giuntini, all’Assessore Andrea Marino di Montopoli e al Presidente del Consiglio Comunale, Mirko Guainai.
Coordinati da Eugenio Leone, sono intervenuti il Consigliere della sezione ANC, il Lgt. Mario Grassini, e il Delegato del Presidente di Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Cav. Alessio Giani, alla presenza del Generale di Brigata Angelo De Luca, coordinatore provinciale dell’ANC.
È intervenuta la professoressa Mariangela Ricci, nipote di Domenico Ricci, insieme al vicepresidente nazionale dell’ANPS, Maurizio Lucchi, e al Questore, Dott. Salvatore Barillaro, che ha ricordato il sacrificio dei giovani poliziotti e carabinieri morti nell’agguato. Particolarmente significativa è stata la presenza delle scolaresche dell’Istituto Comprensivo Gandhi di Pontedera, accompagnati dagli insegnanti e dall’assessore Francesco Mori.
Durante l’inaugurazione, il Sindaco di Pontedera Matteo Franconi ha ricordato come: “In quel tempo terribile il sentimento di unità che si diffuse nel Paese fu decisivo per isolare le bande del terrore, per respingere la follia dei loro progetti e per smascherare, emarginare e vincere la loro propaganda. Quello spirito di coesione e unità accrebbe una responsabilità collettiva e trasversale che in ogni tempo rappresenta la cifra distintiva e conferisce valore alle istituzioni democratiche, i pilastri che la nostra bellissima e sempre attuale Costituzione pone a fondamento dei diritti e a garanzia delle libertà.”





