Successo per ‘Che sia una storia – Biografie dal genocidio’ a Pontedera: 500 persone al Teatro Era per un reading collettivo con musica dedicato alle storie dei vivi di Gaza, tra arte, memoria e solidarietà.
Una serata intensa e partecipata ha illuminato il Teatro Era di Pontedera: “Che sia una storia – Biografie dal genocidio”, il reading collettivo con musica dedicato ai vissuti e alle storie dei vivi di Gaza, ha registrato la partecipazione di circa 500 persone, confermandosi un appuntamento culturale di grande impatto emotivo e civile.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Pontedera in collaborazione con Arci Valdera, Accademia dell’Incompiuto, Libreria Roma, Sanitari e Docenti della Rete Digiuno per Gaza, Spazio NU, Voci per Gaza e Madaus, ha visto sul palco un fitto susseguirsi di interventi, letture e momenti musicali, tutti finalizzati a restituire “nomi, voci e biografie a ciò che troppo spesso viene ridotto a numeri o oscurato dal silenzio mediatico”, come ha sottolineato la vicesindaca di Pontedera Carla Cocilova.
Tra i protagonisti della serata si sono alternati Paola Caridi, Micaela Frulli e Tomaso Montanari, promotori di Ultimo Giorno di Gaza, la giornalista Aya Ashour, il poeta Haidar Al-Ghazali, il ballerino Adam Dawoud e l’attrice Daniela Morozzi. Non sono mancati collegamenti e contributi video direttamente dalla Palestina, arricchendo la serata di testimonianze dirette e coinvolgenti.

L’evento, ad ingresso gratuito con prenotazione, ha anche avuto uno scopo concreto di solidarietà: all’entrata era attiva una raccolta fondi a sostegno di un progetto educativo gestito da Arci in collaborazione con il Remedial Education Center di Gaza, mirato al ripristino di scuole e spazi educativi per i bambini e le bambine della Striscia.
“La serata non è stata solo un esercizio di memoria, ma un vero e proprio atto di responsabilità civile – ha dichiarato Cocilova – Un primo passo verso la costruzione di un archivio di storie che possa generare nuovi gesti culturali, educativi e civili, e dare concretezza a percorsi di solidarietà attiva.”
La partecipazione calorosa del pubblico, l’intensità delle testimonianze e la qualità artistica del reading hanno reso “Che sia una storia” un evento memorabile, capace di coniugare cultura, impegno civile e solidarietà internazionale.






