Commozione e ricordi per il preside dell’Itis Marconi scomparso a 61 anni lo scorso 30 marzo. Angori: “Stiamo pensando a una borsa di studio in sua memoria”. Svelata la targa che ufficializza l’intitolazione del villaggio scolastico al professore.
PONTEDERA – Un’aula magna gremita di studenti, docenti, colleghi e autorità ha accolto la cerimonia di intitolazione del villaggio scolastico a Pierluigi Mario Robino, storico preside dell’Itis Marconi, scomparso due settimane fa. Un momento carico di emozione, scandito da testimonianze e ricordi che hanno restituito il profilo umano e professionale di un dirigente profondamente legato alla sua comunità.

«Intitolare a Robino il villaggio scolastico è stato naturale nei giorni successivi alla scomparsa – ha dichiarato il presidente della Provincia di Pisa, Massimiliano Angori –. Lo ricorderemo per il suo forte attaccamento alla scuola, dimostrato sia come docente che come dirigente. Era un insegnante moderno». Angori ha inoltre annunciato l’idea di istituire una borsa di studio a lui dedicata.
Il dirigente facente funzioni dell’Itis Marconi, Luigi Vittipaldi, lo ha ricordato citando il film Non è mai troppo tardi (The Bucket List), sottolineandone l’umanità e la visione educativa. L’assessora regionale all’istruzione, Alessandra Nardini, ha evidenziato come «sotto la sua guida l’istituto abbia sviluppato percorsi capaci di accompagnare ogni studente a esprimere il proprio talento, senza lasciare indietro nessuno».
Commosse anche le parole del dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Andrea Simonetti: «Era un amico. Per capire quanto valesse basta guardare gli occhi e i sorrisi degli studenti: aveva un senso delle istituzioni come pochi».
Il sindaco Matteo Franconi ha ricordato un episodio emblematico: «Quando ci parlò dell’idea di un “happy hour” a scuola, esprimemmo dubbi sulla sorveglianza. Lui rispose: “La scuola è casa loro, devono imparare a viverla anche sbagliando”. Era capace di far sue le parole dei giovani».
Presente alla cerimonia anche la famiglia, con la figlia che lo ha ricordato così «Sappiamo quanto il villaggio scolastico significasse per lui. Per lui fare il dirigente scolastico non era solo lavoro: era una missione, un modo per migliorare il mondo».

Durante la cerimonia è stata svelata la targa, arricchita da un QR code che raccoglie le testimonianze degli studenti. Proprio i ragazzi hanno offerto uno dei ricordi più autentici: «Ci trattava come pari, ci rendeva parte del processo decisionale. Era unico».






