L’assessore Alessandro Puccinelli spiega a VTrend: “E’ in preparazione un progetto di sensibilizzazione e approfondimento.” Il progetto partirà nel 2027, sulle fototrappole l’amministrazione ne sottolinea i limiti. Oggi lunedì 19 ottobre la conferenza stampa con i primi dati sui controlli.
L’abbandono dei rifiuti e il corretto uso della raccolta porta a porta restano tra i problemi più sentiti in città. Non si tratta solo di sacchetti lasciati lungo le strade: il nodo riguarda anche l’informazione, le abitudini dei cittadini e la capacità di mantenere alta l’attenzione nel tempo. A Pontedera l’amministrazione comunale ha fatto il punto su strumenti, fototrappole e zone più critiche, con una strategia che punta sulla prevenzione e lascia ai controlli un ruolo residuale.
Un progetto di sensibilizzazione
Finora il Comune ha cercato di intervenire sulle situazioni più eclatanti. “In questo momento abbiamo cercato di tamponare per le situazioni più eclatanti o più problematiche che si sono verificate, in special modo nel quartiere della stazione e dei villaggi”, spiega Puccinelli a VTrend. “Sono zone dove la popolazione residente mostra maggiori difficoltà, magari anche semplicemente per informazione: un elemento su cui”, aggiunge l’assessore, “dobbiamo lavorare”.
Per questo è in preparazione un progetto di sensibilizzazione e approfondimento che coinvolgerà più attori. Si parte dagli amministratori di condominio, che si sono già detti disponibili. “Capiscono che il problema non è solo e soltanto di una parte, ma bisogna lavorarci in squadra”, sottolinea Puccinelli a VTrend.
“Dovremo poi operare con un soggetto che ci permetta di realizzare una presenza sul territorio, certamente in collaborazione con Geofor, “un attore importante e fondamentale da questo punto di vista”. Necessaria un’ esperienza specifica nel lavoro sul territorio, magari cooperative sociali o soggetti comunque formati per questi tipi di interventi che anche in altri casi sono stati attori importanti per la riuscita di questo tipo di attività. Questo progetto in questo momento è in fase embrionale, troverà attuazione nel 2027 e partirà proprio dalle zone più critiche come anche dai condomini dove la densità abitativa è maggiore”.
Il porta a porta funziona, ma serve costanza
Il Comune considera il porta a porta una soluzione valida ma “questo deve essere comunque mantenuto come livello di sensibilizzazione continua, ovvero, una volta partito il porta a porta, arrivato a un certo livello di servizio e quindi anche di uso, non dobbiamo lasciare andare pensando che ormai faccia parte del patrimonio delle persone, è necessario fare un lavoro per continuare a mantenere alta l’attenzione”, continua l’assessore. Anche il lavoro fatto nelle scuole da Geofor con centinaia di incontri annuali è fondamentale.
Ed è quello che è accaduto. “Questa fase non è avvenuta, infatti c’è stato un decremento, così a Pontedera come anche in altri comuni del circondario. Quindi, quello che ci ha insegnato è che dovremmo partire con questo progetto e poi sapere che a regime andrà mantenuto con un’attenzione costante, in qualche modo sicuramente più leggera della prima fase che è più di impatto”.
“E’ un lavoro non semplice perché andrà strutturato in maniera opportuna e poi anche finanziato e questo nel 2027 è sicuramente un obiettivo che vogliamo mettere in piedi per poter andare a risolvere le situazioni che si sono create”.
“Probabilmente non riusciremo del tutto a risolvere, però sicuramente la situazione si presenterà in modo migliore rispetto alla attuale. E’ logico che anche il controllo avrà la sua parte e, residualmente, il dovuto sanzionamento nei casi di inadempienza, perché questo fa parte di una chiusura del cerchio”. L’assessore sottolinea appunto la residuale “ma dovremmo anche su questo operare e lavorare”.
Fototrappole: uno strumento con limiti
“Il tema delle fototrappole non è semplice in quanto sono sistemi che devono essere messi in area pubblica, quindi sono in evidenza e, nel momento in cui qualcuno vede questo apparecchio montato, può anche avere la scaltrezza di non fare l’abbandono o di spostarlo. Non è una cosa costante, quindi diventa difficoltoso poi riuscire a essere incisivi da questo punto di vista e, pensare di disseminare tutto il territorio comunale di telecamere fisse, è impossibile per motivi di realizzazione pratica e di costo”.
“Le fototrappole possono avere un senso in certe aree, dove possono essere occultate, e non è sempre così facile, soprattutto in ambiente urbano, dove spesso l’abbandono è opera della singola persona e non di un’auto con una targa identificabile, dalla quale si può risalire al proprietario. Talvolta vedere una persona che lascia un sacchetto lungo la strada, magari al buio, diventa poco riconoscibile e quindi risulta poco incisivo”.
L’assessore spiega a VTrend che l’Amministrazione sta lavorando ad altre modalità consentite dalla legge per riuscire a superare alcuni limiti delle fototrappole, ma “su questi ancora deve essere del tutto implementata e vedremo poi i risultati che porta. Peraltro comunque dei risultati ci sono anche con le fototrappole e con le telecamere in quanto proprio oggi lunedì 19 ottobre avremo una conferenza stampa dove si parlerà appunto dei risultati della polizia locale e degli ispettori ambientali che hanno svolto in questo ambito, quindi anche questo è un elemento numerico che verrà esplicitato oggi oggi lunedì 19 ottobre nella conferenza stampa”.
Le zone più critiche
Infine, Puccinelli specifica che “le zone più critiche sono la zona dei villaggi e la zona della stazione, dove c’è una particolare pressione, anche talvolta per mancanza di conoscenza o problematiche di lingua, quindi su questo è necessario intervenire”.
Ma il problema non si ferma lì: “Anche in altre parti della città si verificano problematiche e la preoccupazione è che non è solamente in certe zone, ma anche in un ambito più ampio. Il problema è, appunto, il rilevare casi di poca attenzione alla raccolta differenziata, talvolta i sacchi vengono esposti nel giorno sbagliato oppure vengono lasciati agli angoli delle strade o posti intorno a cestini o campane del vetro e questo si nota in diversi punti della città”.
“Inoltre c’è anche chi non fa la raccolta porta a porta il giorno addetto, e anche questo crea un problema, perché quello che viene messo intorno a cestini poi va in discarica e non può essere differenziato, perché ovviamente diventerebbe complicato avere dei giri per i singoli cestini e per i singoli sacchetti di carta, multimateriale o vetro. Quindi, la cosa assurda, è che qualcuno fa la raccolta differenziata, ma la lascia intorno al cestino per non lasciare fuori nel giorno addetto, perché non lo vuole davanti a casa e si arriva a questo paradosso e questo avviene anche in altre parti della città, come dicevo”.
L’assessore conclude aggiungendo che “abbiamo, nelle zone di campagna o nelle zone più nascoste, abbandoni di tipo diverso, e anche quello rappresenta una grossa criticità. Lì però si parla principalmente di abbandoni da parte di ditte o di alcuni soggetti che svolgono un’attività in ambito edilizio o di smaltimento e che, approfittando dell’oscurità e di strade poco frequentate, abbandonano ciò che invece dovrebbero conferire in discarica”.
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Giada Puccinelli
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