Il messaggio della nuova proprietà dell’US Città di Pontedera: squadra, tifosi e città uniti per affrontare le ultime partite di stagione e credere fino alla fine.
«Custodi, non proprietari». È con queste parole che la nuova proprietà del club granata ha voluto presentarsi alla comunità. Il messaggio di Eduardo Tega, uno dei nuovi soci del Pontedera, segna l’inizio di una fase che punta a ricostruire fiducia, identità e ambizione attorno alla squadra di calcio della città.
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Dal 19 febbraio, la guida della società sportiva rappresenta un nuovo capitolo per il calcio di Pontedera. Non un semplice cambio dirigenziale, ma la volontà dichiarata di custodire una passione che appartiene all’intera comunità. «Una passione non si possiede, si protegge», ha sottolineato Tega, delineando l’idea di una gestione fondata sul rispetto della storia del club e sul legame con il territorio.
Il momento sportivo resta delicato e la classifica lascia ancora margini aperti. Mancano dieci partite alla conclusione della stagione, un dettaglio che nella comunicazione della nuova proprietà assume un valore simbolico: dieci occasioni per dimostrare la forza del gruppo, dentro e fuori dal campo.
Il messaggio è rivolto prima di tutto ai giocatori. «Credete in voi stessi come noi crediamo in voi» è l’invito a continuare un percorso che, pur segnato da difficoltà, ha mostrato qualità tecniche e carattere competitivo. La società spinge sulla convinzione che il lavoro svolto finora possa essere ulteriormente migliorato nelle ultime fasi del campionato.
Ma il cuore del discorso riguarda soprattutto i tifosi. L’appello è alla partecipazione e alla vicinanza emotiva alla squadra, indipendentemente dalla presenza fisica allo stadio. «Riempiamo gli stadi di energia» e «portiamo la nostra voce in campo» sono le immagini scelte per raccontare un tifo che non si limita ai novanta minuti, ma accompagna la squadra nella quotidianità della vita cittadina.
Il passaggio più forte del messaggio riguarda proprio il rapporto tra sport e comunità. La chiamata a credere non si ferma al calcio, ma diventa un richiamo alla vita sociale della città: credere quando si lavora, quando si studia, quando si trascorre il tempo con la famiglia o con gli amici. Un invito che trasforma la stagione sportiva in un simbolo di appartenenza collettiva.
«Andiamo insieme, fino alla fine, per Pontedera». La frase conclusiva riassume la linea comunicativa della nuova proprietà: costruire un progetto che non separi squadra, tifosi e città, ma li metta al centro dello stesso percorso.
Per il calcio granata si apre dunque una fase in cui la salvezza sportiva, gli obiettivi tecnici e la dimensione identitaria camminano insieme. Il messaggio è chiaro: la stagione si decide sul campo, ma si costruisce con la partecipazione di tutti. Credere diventa l’imperativo per provare a scrivere un finale diverso.





