PONTEDERA. Dalla scuola alla Stazione Spaziale: l’immagine degli studenti italiani torna sulla Terra dalla ISS.
Lanciano e Pontedera protagoniste della campagna SSTV “Student Education 2026” di ARISS. L’immagine realizzata dagli studenti prima del contatto con l’astronauta Sophie Adenot viene oggi trasmessa dalla Stazione Spaziale Internazionale e può essere ricevuta dai radioamatori di tutto il mondo.
L’istituto Gandhi di Pontedera si collega con la stazione spaziale
Pontedera parla con lo spazio: gli studenti della Gandhi incontrano l’astronauta Sophie Adenot
C’è qualcosa di particolarmente suggestivo nel vedere un’immagine nata in una scuola italiana comparire, mesi dopo, tra le fotografie trasmesse dalla Stazione Spaziale Internazionale.
È quanto sta accadendo in questi giorni nell’ambito della nuova campagna ARISS “Student Education 2026”. Dal 2 ottobre la ISS sta trasmettendo verso la Terra una serie di immagini in SSTV dedicate all’educazione e agli studenti che hanno partecipato ai contatti radio con gli astronauti.
Tra queste immagini ce n’è una che parla italiano.

È la fotografia che mostra gli studenti riuniti nel cortile della scuola e disposti in modo da formare la scritta “ARISS”. In sovrimpressione compare la dicitura “Student Education 2026”, mentre la didascalia identifica esplicitamente i protagonisti come “Italian students before their ARISS contact”.
Un’immagine semplice, ma dal significato straordinario: quella fotografia, oggi, viene trasmessa dalla Stazione Spaziale Internazionale verso la Terra, sotto forma di segnale radio.
Una storia iniziata il 1° aprile
Per capire il significato di questa fotografia bisogna tornare al 1° aprile 2026, quando gli studenti di due istituti italiani, il Gabriele D’Annunzio di Lanciano e il Mohandas Karamchand Gandhi di Pontedera, hanno avuto l’opportunità di partecipare a un contatto radio con la Stazione Spaziale Internazionale.
Dall’altra parte del collegamento, a circa 400 chilometri dalla Terra, c’era l’astronauta francese Sophie Adenot, impegnata nella sua missione a bordo della ISS.
L’evento era stato ufficialmente programmato da ARISS – Amateur Radio on the International Space Station, il programma internazionale che ogni anno realizza decine di contatti radio tra gli equipaggi della ISS e studenti di scuole di tutto il mondo. ARISS indica in genere 60–100 contatti educativi ogni anno.
Per l’evento italiano la stazione radioamatoriale di terra di Lanciano utilizzò il nominativo IQ6LN. La scuola di Lanciano effettuò il collegamento diretto con la ISS e svolse contemporaneamente il ruolo di stazione di telebridge, consentendo anche agli studenti dell’Istituto Gandhi di Pontedera di rivolgere le proprie domande a Sophie Adenot.
Non era dunque soltanto una lezione di astronomia.
Gli studenti stavano realmente utilizzando la radio per comunicare con una persona che in quel momento si trovava nello spazio.
Lanciano e Pontedera, un progetto educativo che ha guardato allo spazio
ARISS aveva presentato ufficialmente il progetto già nel comunicato del 30 marzo 2026.
Per il Gabriele D’Annunzio di Lanciano, il progetto educativo era stato sviluppato anche attorno all’importanza delle immagini provenienti dallo spazio nello studio dei cambiamenti climatici. La scuola aveva inoltre collaborato con l’associazione radioamatoriale locale per permettere agli studenti di conoscere più da vicino la storia e gli aspetti tecnici delle radiocomunicazioni.
A Pontedera, invece, il progetto dell’Istituto Comprensivo Gandhi era inserito in un più ampio percorso STEAM, con attività rivolte agli studenti della scuola secondaria e laboratori dedicati, tra gli altri temi, all’intelligenza artificiale, al Metaverso, all’arte digitale e alla creazione di contenuti. ARISS indica in circa 230 gli studenti di età compresa tra 10 e 14 anni coinvolti nel progetto di Pontedera.
Due realtà scolastiche diverse, dunque, ma unite da un unico obiettivo: trasformare un collegamento con lo spazio in una vera esperienza didattica.
Poi è arrivata la fotografia.
Ed è qui che la storia assume un carattere ancora più particolare.
Il contatto del 1° aprile avrebbe potuto rimanere il ricordo di una giornata straordinaria per gli studenti, per gli insegnanti e per i radioamatori che avevano lavorato alla sua realizzazione.
Invece, mesi dopo, una fotografia legata a quell’esperienza è entrata nella nuova serie “Student Education 2026” di ARISS.
E adesso la fotografia sta compiendo il percorso inverso.
È partita dalla scuola, è diventata parte della storia del progetto ARISS e oggi viene trasmessa dallo spazio verso la Terra.
La campagna SSTV ufficiale di ARISS è iniziata il 2 ottobre 2026 alle 09:00 UTC e terminerà il 6 ottobre alle 15:55 UTC. Le immagini vengono trasmesse sulla frequenza di 437,550 MHz, con modulazione SSTV Robot 36, e possono essere ricevute e decodificate dalle stazioni radioamatoriali che si trovano sotto la traiettoria della ISS durante i passaggi.
Una fotografia che può essere ricevuta in tutto il mondo
È proprio questo l’aspetto più affascinante.
La fotografia non è stata semplicemente pubblicata su un sito internet.
Viene trasmessa via radio dalla Stazione Spaziale Internazionale.
Un radioamatore che si trova in Italia, in Europa o in un’altra parte del mondo, quando la ISS passa sopra il proprio orizzonte radio, può puntare la propria antenna verso la stazione, ricevere il segnale e ricostruire sul proprio computer l’immagine trasmessa.
La fotografia che raffigura gli studenti italiani diventa così un piccolo messaggio proveniente dallo spazio.
Un messaggio che non ha bisogno di Internet per arrivare sulla Terra.
Viaggia attraverso le onde radio.
Il prestigio per le scuole e per le comunità locali
Per Lanciano e Pontedera, il valore di questa esperienza va quindi oltre la giornata del contatto con Sophie Adenot.
Le due scuole sono oggi associate a un progetto internazionale che coinvolge la Stazione Spaziale Internazionale e che viene seguito dalla comunità radioamatoriale mondiale.
E la fotografia trasmessa in questi giorni rappresenta una testimonianza concreta di quella esperienza.
Non è soltanto il ricordo di una fotografia scattata prima del collegamento.
È diventata parte di una serie SSTV trasmessa dalla ISS dedicata agli studenti che hanno partecipato ai programmi ARISS.
Per gli istituti scolastici coinvolti rappresenta quindi una particolare forma di visibilità internazionale: il nome e l’esperienza degli studenti italiani entrano nel circuito mondiale dell’attività educativa di ARISS.
Il ruolo fondamentale dei radioamatori
Dietro un collegamento di questo genere c’è però anche un’altra storia, quella dei radioamatori.
Un contatto ARISS richiede preparazione, competenze tecniche, antenne, apparecchiature radio, coordinamento e una grande quantità di lavoro volontario.
Gli studenti imparano che dietro una voce proveniente dalla ISS non c’è una magia, ma una tecnologia reale, fatta di onde radio, antenne, propagazione, frequenze e competenze.
E nello stesso tempo scoprono che quella tecnologia permette di fare qualcosa che normalmente sembra impossibile: parlare con un astronauta mentre vola nello spazio.





