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Pontedera, interviene il gruppo No-Base: “a Pontedera spetterà solo cemento”

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Riguardo il progetto della nuova base militare a Pontedera si fanno sentire le voci contrarie.

Un “no” necessario quello del gruppo No-Base che si battono per evitare che a Pontedera venga costruita la nuova base militare. Nel comunicato stampa del 30 settembre il gruppo spiega perché il progetto della base militare sarebbe un problema per la città invece che una risorsa.

Sono passati solo alcuni giorni dalla prima assemblea del Movimento No Base a Pontedera al Circolo ARCI “Il Botteghino” dopo l’ultimo annuncio, il 6 settembre scorso al tavolo interistituzionale di Roma, che anche la nostra città sarà definitivamente coinvolta nello scellerato progetto della mega-infrastruttura militare da 190 milioni di euro fra area pisana e Valdera.

A dispetto di quanti, più o meno in malafede, hanno cercato in questo ultimo anno da dentro la maggioranza di governo di soffocare il movimento contrario alla guerra parlando di “boutade” da parte del sindaco Matteo Franconi, sminuendo il pericolo in arrivo parlando di una base che in fondo “a Pontedera tanto non si farà mai”, sempre più si sta facendo invece concreto il coinvolgimento della Valdera nell’indotto della guerra che poco a poco, a livello nazionale, si sta mangiando la nostra economia, i nostri diritti, il nostro welfare, i soldi delle nostre tasse e, in una parola, il nostro futuro.

Pontedera rischia di avere un’infrastruttura militare, dopo annunci vaghi e fumosi fatti in questi mesi dal primo cittadino sempre e solo a mezzo social, senza una riflessione pubblica o la minima messa in discussione di un progetto inutile e dannoso. Beffa nella beffa: Pontedera rischia un’infrastruttura militare che nel verbale del 6 settembre viene addirittura definita una “compensazione”. Unico caso nella storia mondiale delle infrastrutture in cui il problema da compensare (ammesso che si possa scambiare il nostro territorio con qualche elargizione) è esso stesso il “regalo” che viene (a detta loro) fatto alla comunità. Sparite, intanto, le promesse di fortuna e gloria per la città che venivano raccontate un anno fa per imbonire parte della cittadinanza: gli alloggi per le famiglie dei militari saranno a Coltano e non a Santa Lucia. Non ci saranno infrastrutture sportive o  aree verdi “compensantive” come promesso a Pisa, come non ci saranno il superamento della fatidica soglia dei 30mila abitanti, i nuovi residenti, gli affari, il commercio, le ricadute “positive”. Niente. A Pontedera spetteranno solo cemento, traffico dei militari in entrata e in uscita dalla città, il rumore, il territorio sottratto a tutti noi, lo smog e poco altro.

Figuratevi come ci siamo rimasti quando abbiamo scoperto in questi giorni, tramite vari accessi agli atti fra Pisa e Pontedera, attraverso i vari enti coinvolti, che mentre sul capoluogo provinciale esistono già mappe, vaghe cartine di pre-fattibilità e ipotesi progettuali, su Pontedera il comune e i suoi uffici per loro stessa ammissione non hanno assolutamente niente su questa ideona. Pontedera avrà forse in futuro un autodromo, ma per adesso i suoi amministratori guidano alla cieca: rispondono agli ordini di Eugenio Giani, accusano il Movimento di dire “no a prescindere” e intanto dicono “si”, sempre “si”. “Si” al cemento, “si” all’impermeabilizzazione del suolo, “si” all’economia di guerra, “si” ad un progetto che in una città piena di criticità sociali ed emergenza abitativa è retta da un sindaco che fa carte false per avere una pista ad uso militare, graziosamente concessa al civile di tanto in tanto. Magari utile alla Piaggio, che in questi stessi giorni annuncia di stare sviluppando la sua pista, sulla quale sta investendo fior di quattrini.

Intanto, mentre ai pontederesi si diceva di aspettare, di non allarmarsi, si attendere il momento in cui finalmente ci sarebbe stata una riflessione, chissà perché di tavolo in tavolo la situazione di Pontedera si fa comunque sempre più compromessa nel progetto. Pontedera magicamente compare nei verbali. I dettagli, seppur lentamente, aumentano. La divisione delle strutture fra Pisa e Valdera si fa più precisa. Segno che qualcuno, mentre dice a tutti noi di aspettare, sperare e riflettere, nelle segrete stanze fra Roma, Pontedera e Firenze invece lavora, promette, mette la città sul piatto ricco dei territori da svendere. In poche parole: ci prende in giro.

“A tutta questa narrazione, come gruppo che da tempo si preoccupa per il futuro della città e dell’ambiente e lavora in accordo con il Movimento No Base Nè a Coltano Nè Altrove di Pisa, crediamo sia venuto il momento di reagire. Lo faremo, ad esempio, il prossimo 14 ottobre di fronte al comune di Pontedera, alle 17, in un presidio che apra finalmente questa vertenza in una città che il sindaco e la sua maggioranza vogliono quieta e muta. Ma lo faremo anche, insieme a tutta Italia, a Pisa il 21 Ottobre, per la manifestazione nazionale indetta da tutti coloro ai quali questo dominio del militare sulle vite di tutti non va giù.

 

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