Tre grandi mostre e un cambio di paradigma. L’obiettivo: trasformare l’antico Palazzo di Giustizia in un luogo di disseminazione del sapere.
PONTEDERA – Non più solo un contenitore di eventi, ma un’officina pulsante di cittadinanza attiva. Il PALP di Pontedera si prepara a una metamorfosi attraverso un progetto triennale (2026-2029) che intreccia la grande storia dell’arte con il tessuto sociale del territorio.
Un cambio di paradigma: addio all’arte moderna
Il nuovo corso segna una discontinuità rispetto al passato, spostando il focus dall’arte moderna a percorsi che affondano le radici nella storia e nell’identità locale. Il programma espositivo si articolerà in tre tappe fondamentali: la pittura di battaglie (dicembre 2026), il Grand Tour e, infine, la celebrazione del pontederese Andrea Pisano. «È la prima volta che si presenta un programma triennale per creare un fil rouge che alimenti la curiosità», ha spiegato Federico Nocchi, presidente della Fondazione per la Cultura Pontedera. «C’è un cambio di paradigma: con questo piano triennale partiamo dal Seicento per arrivare ad Andrea Pisano, punto di contatto tra un artista di livello internazionale e il nostro territorio».

Il progetto non si limita alle pareti del museo. L’idea portante è quella di una cultura “umile”, capace di sporcarsi le mani con la realtà sociale. «Il PALP era la sede del tribunale, il luogo della giustizia. Platone diceva che la giustizia è un’armonia delle parti che compongono la polis“, ha osservato lo storico dell’arte e regista Luca Vivona. “Vorremmo che il PALP diventasse un ‘luogo giusto’ per i cittadini».
Vivona ha poi lanciato una sfida educativa: «Perché non ribaltare lo schema? Vorremmo che fossero i bambini a dire ai genitori: ‘Oggi vi porto io a vedere una mostra’. L’arte deve essere raccontata, altrimenti sparisce».
Inclusione e dialogo tra i popoli
In una fase storica di trasformazioni accelerate, il Comune di Pontedera scommette sull’arte come strumento di coesione sociale, con un occhio attento alle nuove comunità e ai background migratori. “Vogliamo trasformare questo luogo in una vera e propria casa della comunità“, ha dichiarato l’assessore alla cultura Francesco Mori. “Siamo una realtà di provincia con una storia operaia che ha sempre saputo unire il ‘fare’ al senso del bello. In un momento di trasformazioni epocali, crediamo che il linguaggio dell’arte sia l’unico strumento per una compartecipazione pacificata tra esperienze diverse“.
Un lavoro di squadra internazionale
Lo storico dell’arte e curatore museale Pierluigi Carofano ha voluto sottolineare fin da subito che il successo di un’operazione così complessa dipenderà da una curatela condivisa e di alto profilo scientifico: “Volevo semplicemente dire che chiaramente non lo farò da solo. Già oggi ci sono studiosi di fama internazionale che ci aiuteranno a fare un progetto unito e condiviso. Sarà un percorso difficile, ma attraverso la scelta delle opere e un percorso intellegibile a tutti, riusciremo a fare un buon lavoro».
La sfida è riportare Andrea Pisano a “casa”
Se il percorso inizierà a dicembre 2026 con la pittura di battaglie di Jacques Courtois e proseguirà nel 2027 con il fascino del Grand Tour, il vero cuore del progetto è la mostra monografica su Andrea Pisano prevista per il 2028-2029. Per Carofano, l’obiettivo è colmare una lacuna storica e identitaria:«La sfida importante è fare la grande mostra su Andrea Pisano. L’obiettivo è rendere Pontedera un luogo identificato da un artista che ha cambiato l’arte gotica a livello internazionale. In genere è associato a Pisa, Orvieto o Firenze, ma non a Pontedera. È una cosa particolare che va rivalutata e riportata alla luce».





