PONTEDERA. Le parole del primo cittadino sottolineano il valore della memoria e l’impegno per un futuro di pace.
Oggi, lunedì 2 giugno, Pontedera festeggia la Festa della Repubblica con due appuntamenti distinti. La mattina, alle 10:30, in piazza Garibaldi si è tenuta la deposizione di una corona in onore della Repubblica, seguita dall’intervento istituzionale, momento di riflessione e commemorazione per tutta la cittadinanza.
Foto: VTrend.it
La serata prenderà vita al Teatro Era, dove dalle 21:15 sarà protagonista il tradizionale concerto della Filarmonica Volere è Potere. Durante la serata, il Rotary Club consegnerà un’opera d’arte in omaggio al presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Inoltre, alcuni studenti che hanno visitato i campi di sterminio condivideranno con il pubblico la loro esperienza, portando un importante messaggio di memoria e impegno per le nuove generazioni.
«Siamo in un momento storico del nostro Paese, ma del mondo intero, in cui giornate come queste sono fondamentali per ricordare a noi qual è la strada tracciata per il futuro», dichiara il Sindaco di Pontedera Matteo Franconi a VTrend.it. «La Festa della Repubblica è una tradizione, certo, ma è molto di più. È un momento molto delicato, lo vediamo con i conflitti internazionali, quindi ancora di più oggi c’è bisogno di un’Italia unita che cerca di essere di supporto per chiudere i conflitti in tutto il mondo.»
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«L’Europa è sempre quell’opera incompiuta che ha bisogno di crederci tutti. È arrivato il momento, forse, di fare ancora un salto in avanti», aggiunge Franconi. «Non è semplice, però lo dobbiamo. Lo dobbiamo ai nostri figli, lo dobbiamo ai nostri nipoti, lo dobbiamo a quel progetto che abbiamo sposato tanti anni fa.»
Il comunicato per esteso di Matteo Franconi: Il 2 giugno del 46 il popolo italiano dovette affrontare una doppia sfida democratica: il referendum che chiedeva al popolo di scegliere per l’Italia tra Monarchia o Repubblica e l’elezione dell’Assemblea Costituente a cui per la prima volta furono candidate anche le donne, 21 delle quali, poi elette.
Una scelta cruciale che gli italiani, compiuta sulle macerie fumanti del più grande conflitto mondiale della storia.
Con quel voto nacque la nostra Repubblica; da quel voto prese avvio una straordinaria fase costituente che ci ha consegnato la nostra stupenda Costituzione, un sistema di valori e principi che hanno guidato il Paese ad uscire dal buio in cui una dittatura cieca e una guerra devastante l’avevano trascinato.
Tra quei valori spicca una scelta, quella della Pace con la P maiuscola.
Come ha detto il nostro Presidente della Repubblica il rifiuto della categoria del “nemico”, la vocazione al dialogo, il ripudio della guerra quale strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, la promozione di organizzazioni internazionali rivolte a pace e giustizia costituiscono i presupposti ineludibili della convivenza pacifica tra gli Stati.
Eppure sono ancora tanti, troppi, gli scenari di conflitto aperti nel mondo.
Penso all’Ucraina che da oltre tre anni sta resistendo all’aggressione della Federazione russa. Sostenere l’aggredito è un impegno necessario ma non sufficiente: serve un lavoro corale della comunità internazionale perché si arrivi a una pace giusta e duratura.
Penso al Medio Oriente, allo scenario di devastazione che si sta consumando nella striscia di Gaza dopo il sanguinario attacco di Hamas contro cittadini israeliane inermi.
La reazione a quella barbarie non può e non deve farci di perdere di vista una tragica evidenza: il Governo Israeliano non può disapplicare le norme del diritto umanitario, non può né deve impedire l’assistenza umanitaria alle persone da parte degli organismi internazionali; non può e non deve ridurre alla fame un’intera popolazione, non può e non deve continuare una guerra che ogni giorno uccide bambini, donne e anziani.
Per un verso si tratta di un atteggiamento disumano che viola il diritto internazionale; per altro verso finisce per seminare sofferenze e rancore alimentando rigurgiti di inaccettabile antisemitismo.
Infine un pensiero di gratitudine
alle donne e agli uomini che ogni giorno se ne prendono cura, di questa Repubblica, in silenzio, al servizio degli altri, con onestà, determinazione, impegno e rispetto: a tutti gli appartenenti alle Forze Armate di ogni ordine e grado, agli operatori sanitari, agli operatori della scuola, a quelli della rete di protezione sociale, ai lavoratori del settore privato e pubblico che sorreggono la convivenza del nostro vivere assieme.
Viva l’Italia, viva la Repubblica, viva Pontedera!
La scelta del tema medievale non è casuale, ma nasce dalla volontà di valorizzare il contesto storico del territorio.
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