Il cuore non basta. Il carattere nemmeno. Il tabù vittorie continua a tormentare il Pontedera, che cade ancora e vede farsi sempre più cupo l’orizzonte della propria stagione. Contro la Juventus Next Gen arriva un’altra sconfitta che pesa, soprattutto per le implicazioni di classifica.
Dopo un primo tempo equilibrato, deciso dalla zampata di Deme sull’asse Mulazzi-Deme, la ripresa è stata un assedio granata. La squadra di Braglia ha alzato il baricentro, ha spinto con generosità, ha costruito occasioni nitide, ma è mancata nella stoccata finale. Leo di testa, Nabian e Yeboah per centimetri: la porta bianconera è sembrata stregata.
Nel finale l’episodio che poteva cambiare tutto. All’85’ il contatto Buffon-Gil in area accende le speranze: il Pontedera si gioca la seconda “card” FVS, ma dopo il check al monitor l’arbitro conferma la decisione iniziale. Proteste, delusione, poi un ultimo assalto nei sei minuti di recupero che non cambia il destino della gara.
Per i bianconeri è una boccata d’ossigeno: tre punti che consolidano la posizione nella zona centrale della classifica e interrompono una mini-striscia negativa. Per il Pontedera, invece, la crisi si fa profonda: 15ª partita consecutiva senza vittorie e una classifica che ora fa paura.
Con 18 punti all’attivo e la Sambenedettese quintultima a quota 25, il distacco è di sette lunghezze. Un margine pericoloso, perché se a fine stagione il gap dovesse superare gli otto punti scatterebbe la temuta “forbice”: retrocessione diretta in Serie D senza passare dai playout.
Non è solo una questione di numeri, ma di inerzia psicologica. Il Pontedera lotta, costruisce, resta dentro le partite fino all’ultimo, ma non riesce a spezzare la catena negativa. E ora ogni domenica diventa una finale, con un cronometro che scorre sempre più veloce verso un verdetto che nessuno, in casa granata, vuole nemmeno pronunciare.
Sotto, la cronaca testuale del match delle azioni salienti a cura di Simone Lombardi
Pontedera-Juventus Next Gen: i gol e la cronaca in tempo reale





