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Pisa piange Armando Varini: personaggio conosciutissimo e grande sportivo

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Il ricordo commosso di Alessio Giani, presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Pontedera. Varini, personaggio conosciutissimo a Pisa e grande sportivo, era iscritto all’associazione ed era insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana.

La notizia della scomparsa di Armando Varini ha lasciato un profondo dolore tra le persone che lo conoscevano.

Personaggio conosciutissimo a Pisa e grande sportivo, Varini era anche iscritto all’Associazione Nazionale Carabinieri di Pontedera ed era insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana.

A ricordare il presidente onorario dell’ASD Canottieri Federico Antoni, con parole particolarmente commosse, è Alessio Giani, presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Pontedera, che con Armando aveva condiviso anche un percorso associativo.

«Ho appreso con profonda tristezza della scomparsa di Armando Varini, un caro amico al quale ero particolarmente legato», scrive Giani.

La loro amicizia, racconta, era nata dalla condivisione di un’esperienza associativa e, con il passare del tempo, si era trasformata in un rapporto profondo, fondato su «stima, lealtà e sincero affetto».

Nel suo ricordo, Giani descrive Varini come una persona «leale, generosa, sempre pronta a dare una mano agli altri».

Un uomo che, sottolinea, aveva saputo lasciare il proprio segno nella vita associativa e sociale della comunità, ma soprattutto nel cuore delle tante persone che avevano avuto la fortuna di conoscerlo.

Poi il pensiero va agli ultimi giorni.

«Caro Armando, ci eravamo sentiti soltanto pochi giorni fa. Avevo capito che non stavi bene, ma mai avrei immaginato di dover ricevere questa notizia», racconta Giani.

«Faccio fatica a pensarti lontano da noi», scrive ancora il presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Pontedera.

Nel messaggio, Giani sceglie di affidarsi anche a un’immagine capace di raccontare l’amico attraverso la sua passione per lo sport.

«Preferisco allora ricordarti come ti ho conosciuto: con il tuo sorriso, la tua energia e quella tua inseparabile canoa».

Ed è proprio la canoa a diventare il simbolo dell’ultimo saluto ad Armando. «E voglio immaginarti ancora lì, sull’Arno, a remare con la tua canoa, come tante volte hai fatto».

Un’immagine che accompagna le ultime parole del messaggio, tra dolore, affetto e memoria. «Continua a remare, Armando. Buon viaggio, caro amico».

E infine l’ultimo pensiero: «Che la tua canoa possa ancora solcare le acque dell’Arno, verso un orizzonte che noi oggi non possiamo vedere. Riposa in pace».

Il messaggio di Matteo Trapani, consigliere regionale del PD, sui suoi account social:

«Se n’è andato Armando Varini. Modenese per nascita, pisano per scelta e, forse, per destino. Pisano d’Arno, delle sue tradizioni, di quel legame profondo con il fiume che ha accompagnato tutta la sua vita.

Amava Pisa come pochi. Per tutti era l’uomo che giocava con il delfino. Un’immagine che sembra appartenere a una leggenda e che invece raccontava perfettamente chi era Armando: il suo rapporto con l’acqua, la sua leggerezza, il suo modo quasi poetico di vivere l’Arno. Armando è stato soprattutto generosità pura. Non diceva mai di no.

Per chi è cresciuto con una pagaia in mano o seduto sul carrello di una barca da canottaggio, è stato un punto di riferimento, un padre, un amico. La recente intitolazione della Società Canottieri Antoni-Varini non è stata soltanto una cerimonia, ma il giusto riconoscimento a una persona che ha dato tanto allo sport e che ha onorato ogni giorno la nostra città, con passione, umiltà e dedizione.

E a me mancherà anche una cosa molto semplice, ma tutta sua: la passione con cui, ogni volta che mi vedeva, mi chiamava da lontano: “Trapani!! Devo dirti una cosa!”. E quella cosa, qualunque fosse, diventava subito importante, perché Armando ci metteva dentro tutto se stesso. Era impossibile non fermarsi ad ascoltarlo. Anche quando la malattia lo ha messo duramente alla prova, non ha mai perso la sua luce.

È rimasto buono, disponibile, attento agli altri più che a se stesso. Fino alla fine. Oggi l’Arno scorre un po’ più silenzioso. Armando lascia un vuoto enorme, di quelli che non si colmano facilmente.

Alla sua famiglia, ai ragazzi e a tutti gli amici della Canottieri, va il mio abbraccio più forte. Buon vento, Armando».

Anche l’Amministrazione comunale di Pisa esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Armando Varini e si stringe con affetto ai familiari e a tutte le persone che gli hanno voluto bene.

«La scomparsa di Armando Varini – dichiara il vicesindaco e assessore alle Tradizioni della storia e dell’identità di Pisa Filippo Bedini – lascia un vuoto incolmabile nella comunità pisana e, in particolare, nel mondo remiero e dell’associazionismo cittadino. Nato a Correggio, Armando ha rappresentato per tutta la sua vita uno straordinario esempio di determinazione, riscatto e amore per la vita.

La sua è stata una storia personale segnata fin dall’infanzia da grandi ostacoli: nato sordomuto e cresciuto in orfanotrofio, dopo essere stato adottato e aver completato gli studi si trasferì a Milano, dove avviò con successo la propria attività di odontotecnico.

Con una forza di volontà fuori dal comune, imparò negli anni a parlare e a leggere le labbra, riuscendo a superare barriere che avrebbero potuto condizionare il suo percorso.

Trasferitosi a Pisa, dove viveva con la moglie Angela, divenne in breve tempo un volto popolare e amato da tutti. Qui seppe costruire legami profondi con il mondo dell’associazionismo, dello sport e della solidarietà, mettendo sempre a disposizione degli altri la propria energia, le proprie risorse e una generosità davvero fuori dal comune.

Lo sport è sempre stata una parte fondamentale della sua vita. Pluricampione italiano Master di canoa e kayak, Armando ha vissuto una vera e propria simbiosi con l’Arno, che per lui non era soltanto un luogo di sport, ma parte integrante della sua vita.

Il suo rapporto con il mondo remiero pisano è stato autentico e profondo: è stato un grande sostenitore della Canottieri “Federico Antoni”, che lo ha nominato Presidente Onorario cambiando il nome verso l’esterno in “Antoni-Varini”, oltre che di altre associazioni remiere, e della Barca Celeste del quartiere di Santa Maria, contribuendo concretamente alla crescita delle attività sportive e giovanili e alla valorizzazione delle nostre tradizioni remiere.

Indimenticabile rimane anche l’immagine di Armando mentre giocava con il delfino che, qualche anno fa, era risalito nell’Arno: una scena che racconta bene il suo rapporto speciale con il fiume, fatto di entusiasmo, curiosità e gioia di vivere.

La sua generosità, però, non si è fermata allo sport. Attraverso numerose iniziative benefiche, dalle attività in canoa dedicate ai bambini alla donazione di numerosi defibrillatori alle associazioni della città, Armando ha sostenuto con grande concretezza il tessuto associativo pisano, sia sul piano economico sia su quello umano e morale.

Per il suo impegno professionale e civile gli fu conferito il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, un riconoscimento che testimonia il valore di un uomo sempre pronto a mettersi al servizio degli altri.

Armando è stato una figura straordinaria, un esempio di come la forza d’animo, la passione e la generosità possano aiutare a vincere qualsiasi avversità. La sua energia e il suo amore per Pisa e per il nostro fiume rimarranno un patrimonio prezioso per tutta la città.

A nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza, rivolgo un forte e commosso abbraccio alla moglie Angela e a tutti i suoi cari in questo momento di grande dolore».

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