Botta e risposta tra il consigliere di Pisa al centro Lorenzo Vouk e il consigliere del Pd Enrico Bruni.
Quest’ultimo ha ribadito più volte che “ll Poc prevede che alla mensa universitaria di Piazza Martiri sia consentita anche la sostituzione edilizia. Lo stesso piano aggiunge testualmente che, nel caso si proceda a sostituzione edilizia, è ammessa la realizzazione di un parcheggio, anche con soluzione multipiano”. Ne è nata una raccolta firme contro il Poc promossa da varie compagini studentesche.
Il consigliere di maggioranza Vouk invece entra nella querelle dicendo che: “Prima di raccogliere firme sarebbe opportuno leggere correttamente le norme. La celebre affermazione attribuita a Socrate, “So di non sapere”, evidentemente fatica ancora a trovare applicazione nel dibattito politico cittadino. Il consigliere Bruni continua infatti a dimostrare di non aver letto correttamente le norme di attuazione del Poc e, anziché approfondirne il contenuto, preferisce raccogliere firme sulla base di un’interpretazione errata dell’articolo 33”.
Si spiega meglio Vouk: “Un eventuale cambio di destinazione d’uso può essere autorizzato esclusivamente a seguito della presentazione di un progetto unitario convenzionato da parte dei proprietari degli immobili. Non si tratta quindi di una scelta unilaterale del Comune, che si è limitato a prevedere una possibilità urbanistica subordinata all’iniziativa dei soggetti proprietari. Parlare di una volontà del Comune di trasformare queste strutture significa quindi travisare il contenuto delle norme, per questo motivo appare incomprensibile continuare a sostenere una narrazione che non trova alcun riscontro negli atti”.
Vouk ricorda inoltre come la questione dei parcheggi nell’area della mensa universitaria non rappresenti affatto una novità, in quanto: “È bene che si sappia che parcheggi in quell’area, erano già stati previsti da precedenti strumenti urbanistici approvati durante le amministrazioni di due sindaci antecedenti a Conti, entrambi espressione del Partito Democratico.
Colpisce quindi che oggi Bruni contesti previsioni urbanistiche, viene anche da chiedersi dove fosse collocato politicamente a quei tempi visto che non ricorda il posizionamento di esponenti del suo partito, dato che affondano le proprie radici proprio nelle scelte compiute dalle amministrazioni del suo stesso partito. Oltre a porsi in evidente contraddizione con quella storia amministrativa, la sua ricostruzione risulta sempre più priva di coerenza sul piano logico e dei fatti”.
Articolo di Carlo Venturini





